Cinema e psicoanalisi

 

 

 

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  I volumi di Ignazio Senatore

 

                                                                      Psycho cult

               

 Edwige Fenech, Serena Grandi e Florinda Bolkan che soffrono di incubi e di allucinazioni, Barbara Bouchet ed Ornella Muti ricoverate in cliniche psichiatriche.Sono queste alcune delle sorprese in chi s’imbatte nei B movie e nel cinema di genere. Ma cosa intende veramente per “genere”? Potrei dire che questo volume nasce dopo aver rivisto in rapida sequenza alcune pellicole di genere, così cariche di fascino e di mistero, che mi avevano abbagliato sia per la poetica e struggente rappresentazione della follia, intesa come un elemento tragico e imponderabile che si abbatte sul protagonista, sia per la raffigurazione della psicoanalisi, letta come una scienza romantica e pionieristica che cercava di scavare nella profondità degli abissi dell’animo umano. (...)  Nella mia riscoperta dei B-movie, mi imbattei nel filone etichettato ‘giallo erotico italiano’, ma il materiale raccolto non aveva esaurito la mia sete di conoscenza che mi spinse ad andare alla caccia di altre pellicole di genere: commedie, drammatici, fantascienza, hard, noir, thriller, western. (...) decisi di rompere gli indugi e di confezionare questo piccolo dizionario dei film di genere. Buona visione a tutti.” (Dalla quarta di copertina)

 

 

                                                      Il cineforum del dottor Freud

 

Cento “piccoli” film, seppelliti dalla polvere e caduti troppo precocemente nell’oblio. Pellicole che ti entrano dritto nel cuore e che ti lasciano senza respiro. Registi “minori” a cui nessuno dedica retrospettive ma che hanno fatto grande la Storia del Cinema. Cineasti ribelli, irregolari, clandestini che sapevano/sanno muovere la macchina da presa con tocco sapiente, ruvido ed essenziale. Film dello star-system hollywoodiano riproposti per “decongestionare” lo sguardo dello spettatore. Percorsi filmografici, Maestri del cinema che ci regalano alcune riflessioni e frasi “cult” da rimandare a memoria nella nostra mente. Infine, interviste a registi e personaggi del cinema: Agosti, Battiato, Brass, Faenza, Fox, Mezzogiorno, Orlando, Ozpetek. Un viaggio nel mondo del cinema, appassionante ed appassionato. Un volume variegato e sofisticato, che ama le deconnessioni (non a caso il titolo del volume rimanda a Freud e la foto in copertina ad Jung) e che non può mancare nello scaffale di un vero “cinéphile”. Un libro da leggere con gli occhi chiusi, ricco di suggestioni e di “atmosfere sognanti” e che non sarebbe dispiaciuto al dottor Freud.(dalla quarta di copertina)

 

                                       Curare con il cinema

                       

Terapeutico. Che il cinema avesse anche questo ruolo (forse sopratutto questo) credo di averlo capito negli anni fragili e turbinosi dell'adolescenza quando i film e lo schermo mi sembravano l'unico luogo (il solo almeno, che io conoscessi l'unico che il mio tempo mi offrisse) per riconnettere in una storia dotata di senso i frammenti sconnessi di esperienza contro cui mi faceva cozzare la vita. Ricordo certi pomeriggi invernali a Milano, quando il "mal di vivere" (la sua insesatezza...) sembrava materializzarsi nella nebbia che ti inghiottiva e che immergeva lo sguardo in un'ovattata luminosità lattiginosa. Si andava al cinema, allora. A vedere qualsiasi cosa, purché fosse un film. Rannicchiati in terza fila, in posizione fetale, ci lasciavamo invadere dai simulacri del mondo che emanavano dallo schermo 90-120 minuti di terapia intensiva: all'uscita stavamo sempre meglio e ci pareva perfino che il mondo (quasi sempre ancora avvolto nella nebbia fosse migliore (e avesse più senso) di quanto non pensassimo prima di comprare il biglietto e di immergerci nel buio luminoso della sala. Da che cosa curava il cinema? Che malattia aiutava a sconfiggere? Che patologia combatteva?  (dalla Prefazione di Gianni Canova)  

 

                                               L'analista in celluloide

     

Si va al cinema per ascoltare delle storie, per piangere, per ridere, per lasciarsi andare all'immaginazione, per essere avvolti nel buio della sala. E a volte si va per essere rassicurati sul vecchio cliché dell'analista in celluloide, un personaggio più folle dei pazienti che ha in cura, un ciarlatano che vende chiacchiere, un'infelice che miete insuccessi sia nel campo affettivo che professionale, un seduttore di ingenue fanciulle. Il cinema è falsificazione o specchio della realtà? In questo saggio le pellicole fungono da pretesto narrativo per riflessioni sull'identità dello psichiatra, sul ruolo narcotizzante dei media, sull'emozione dello spettatore in sala. L'Autore accompagna il lettore in un'atmosfera intima e personale, cara al silenzio e all'immaginazione.(dalla quarta di copertina)      

 

 

 

 L'atterraggio fu dolce come una caramella al latte

   

"Quel tipo che aveva confezionato quel depliant non doveva essersi sforzato poi tanto. Di Seralia, l'isola più grande dell'arcipelago extragalattico di Ganimede, solo qualche foto; la spiaggia con le palme, il parco giochi, le cascate di Rumiria e la tomba di Tito Cruzeiro, il suo famoso scopritore. Sei righe in tutto di commento, le classiche frasi fatte per descrivere un rinomato posto di villeggiatura. Pamora: tre foto ed in basso, in un riquadro,l'elenco completo dei monumenti e dei musei da visitare, concentrati come in un dado in mezzo centimetro quadrato. Su Cartagena, l'isola sulla quale ero diretto nessun commento. Sfogliai le altre pagine, piene zeppe di pubblicità: niente. Non mi restava altro che dare una sbirciatina al sommario. Un asterisco, una piccola nota in un riquadro in basso alla pagina: "Per disposizione degli Enti Governativi non è possibile fornire alcuna nota su Cartagena, Ci scusiamo con i lettori" Riposi quella rivista patinata nella tasca laterale ed osservai il panorama per un po'..." (dalla quarta di copertina)

                         

                                  Per contatti: 081-7464248

         Clinica Psichiatrica - Università "Federico II" di Napoli

                                                       

  Igsenat@tin.it

Ultimo    aggiornamento:

    04/7/2008