
"Twilight III Il ritorno del vampiro sexy e casto" di Claudia Arletti
Il Venerdì di Repubblica 18-6 -2010
Lui, un James Dean dei giorni
nostri, un emo boy bello e dannato. Lei, una teenager carina ma non troppo, che
custodisce in cuore il sogno di «un mondo diverso». Aggiungiamoci un po’ di
mistero,
togliamo il sesso ma amplifichiamo il desiderio, spargiamo qua e là un pizzico
di effetti speciali, et voilà, la macchina numero tre targata Twilight è pronta
a ripartire: arriva nelle sale il 30 giugno
Eclipse, terzo episodio della saga vampiresca tratta dai bestseller
dell’americana Stephenie Meyer, e anche questa volta si presenta come
«un’operazione semplicissima e nello stesso tempo raffinata», come la definisce
Ignazio Senatore, docente di Psichiatra all’Università Federico II di Napoli,
«dove scendono in campo Cappuccetto Rosso, il giovane Werther e Blade Runner».
Con qualche capriola horror in più, probabilmente, vista la passione del regista
britannico David Slade
per le scene truculente (30 giorni buio).
Un passo indietro, partiamo dal protagonista
maschile, il vampiro ragazzino interpretato da Robert Pattinson. Non è nemmeno
bello. Perché ha fatto così presa sulle adolescenti?
«Bello non è, ma di certo è
stato scelto con cura. Hanno fatto i provini a cinquemila ragazzini, prima di
arrivare a lui. Lo volevano tormentato, però ben pettinato; un solitario dal
portamento elegante che ricorda gli emo boy, così pallidi e magri, quasi
asessuati, un
tipo capace di portarti, letteralmente, “in un altro mondo”» senza incutere
troppa paura».
In effetti, nelle prime due puntate
della saga, Twilight e New Moon, il sesso è quasi assente. Faticosamente vediamo
sullo schermo qualche bacio. È «l’amore ai tempi dell’Aids», si è detto.
«Errore. Secondo me, il vero sottotitolo è “l’amore ai tempi dell’anoressia”. Il
giovane vampiro Edward è anemico e levigato, mi ricorda certe mie giovani
pazienti, per le quali una curva sul corpo
è un disastro. Ora, semplificando molto, l’anoressia rivela il terrore di
entrare nel mondo degli adulti, un balzo che spesso si fa quando si scopre, e si
pratica, il sesso. “Restiamo bambine” è il
meccanismo celato dal rifiuto del cibo, “teniamoci alla larga dal sesso”. Edward
è perfetto, dice persino di essere vegetariano (nei film ha scelto, con tutti i
membri della sua famiglia, di nutrirsi
“solo” di sangue animale, ndr): è rassicurante, pronto a dare amore, ma in modo
controllato, direi pregenitale».
Però, scusi, molti e molte adolescenti al sesso
sono più che interessati...
«Ah sì, dai dodici anni in poi
se ne sentono di tutti i colori. Ma proprio per questo molti ragazzi,
soprattutto ragazze, si aggrappano alla loro giovinezza, temono di perdersi in
un mondo adulto che
percepiscono corrotto, dove quella del sesso è una frontiera così facilmente
valicabile che la vera scommessa consiste nel restare casti. Non a caso,
Stephenie Meyer racconta di avere iniziato a
scrivere il primo libro della saga nel 2003, quando ancora l’America faceva i
conti con le esortazioni alla castità dell’era Bush. Più tardi si vedrà al
cinema Miss Marzo, una commediola americana dove due adolescenti predicano nelle
scuole l’astinenza sessuale. Un film sciocco, a tratti volgare, giocato però su
una questione centrale».
In definitiva, oggi abbiamo una specie di
vampirismo light, spogliato di ogni elemento horror, ben lontano dall’immagine
dei non morti che il cinema propone di solito.
«Però nel 1998 arriva Brivido
di sangue, dove Jude Law è un vampiro
malinconico e struggente, che alla fine si lascia morire per amore. Il filone
dei non morti “con l’anima”, da Twilight a Lasciami entrare, uscito due anni fa,
ha ben poco di originale».
Se è per questo, nei libri della
Meyers lei ritrova anche Cappuccetto Rosso.
«E anche
dispetto delle apparenze, sembri un mostro ma sei solo vittima di un brutto
incantesimo. Peraltro gli stereotipi non si fermano qui».
Prego.