Alfred Hitchcock

 

Dopo anni di gavetta Alfred Hitchcock gira nel 1925 Il labirinto della passione il suo primo film muto e nel 1929 Ricatto il suo primo film sonoro. Dopo aver riscosso buoni consensi con L'uomo che sapeva troppo (1934) e con  Il club dei trentanove (1935) si trasferisce in America e dirige nel 1939 Rebecca, la prima moglie, pellicola che vince l'Oscar come miglior film. Regista prolifico, dirige Il sospetto (1941), Notorius, l’amante perduta (1946), Il caso Paradine (1947), Nodo alla gola (1948), IIo confesso (1953), Il delitto perfetto (1954) Caccia al ladro (1955), Il ladro (1957), Intrigo internazionale (1959), Il sipario strappato (1966), Topaz (1969), Complotto di famiglia (1976). Nonostante avesse diretto numerosi capolavori, Hitchcock è stato  snobbato per anni dalla critica che lo considerava un regista di genere e non vedeva di buon occhio la sua attività di regista televisivo (autore della deliziosa serie- TV, dal titolo “Alfred Hitchcock presenta” che riscosse in tutto il mondo un largo successo di  pubblico). Fu solo dopo il libro-intervista che Francois Truffaut gli tributò nel 1962 con il titolo “Il cinema secondo Hitchcock”, (pubblicato in Italia nel 1983) che la critica gli tributò i dovuti elogi fino ad insignirlo di un meritatissimo Oscar alla carriera nel 1967. Regista dotato di in tocco assolutamente inimitabile nei suoi capolavori ha sempre proposto una narrazione mai appiattita sul registro verbale ma assolutamente visionaria e carica di colpi di scena. Grande sperimentatore di trucchi (su tutti la lampadina introdotta nel bicchiere di latte de Il sospetto) fu uno straordinario innovatore del linguaggio filmico (rapide zoommate, vertiginose carrellate, lunghissimi piani sequenza) e fu il primo ad introdurre nella vicenda dei falsi flashback per depistare lo spettatore. Noto per la sua passione di comparire in dei piccoli cameo nei suoi film, Hitchcock deve la sua fama ad un espediente narrativo (il McGuffin) che cattura l’attenzione dello spettatore facendogli rivivere in prima persona le emozioni del protagonista. Lo stesso regista in un’intervista affermò: "La paura è una sensazione che la gente ama provare quando é certa di trovarsi al sicuro. La suspense viene creata mediante un processo che prevede di dare al pubblico alcune informazioni riguardo alle quali il protagonista è all'oscuro. Nel cinema, la suspense  consiste nello stimolare una curiosità mozzafiato e nell'instaurare una complicità tra il regista e lo spettatore, che sa cosa sta per succedere.” Profondo conoscitore degli abissi dell’animo umano ha spesso introdotto nei suoi film sequenze oniriche (su tutte quella straordinaria firmata dai disegni di Salvatore Dalì in Io ti salverò) ha lambito i temi del doppio (Rebecca la prima moglie, La donna che visse due volte) e descritto  personaggi tormentati da conflitti interni, da traumi rimossi (Marnie, La donna che visse due volte) vittime di madri schizofrenogene (Psycho) o affetti da diverse fobie  (La donna che visse due volte, Gli uccelli). Dotato di uno straordinario humour nero Hitchcock ha ironizzato sull’inguaribile voyeurismo dello spettatore (La finestra sul cortile, 1954). Considerato dalla critica come il maestro del brivido e della suspence il grande Hitchock sarà ricordato soprattutto per la  capacità di saper catturare  l’attenzione dello spettatore fino a coinvolgerlo in un gioco dove chi è in sala si sente partecipe alle  vicende del film al fianco del regista e dell’attore.

 

Torna alla Homepage »