
“Angoscia” (“Gaslight”)
Regia: George Cukor
(B/N - USA 1944- Durata 114’)
Trama: Londra. Paula Alquist (Ingrid Bergman) è la nipote di una nota cantante lirica, uccisa a Thoronton Square da un misterioso assassino, quando lei era ragazza. Traumatizzata dalla morte della zia, va in Italia per imparare il canto. Lì (alcuni anni dopo) incontra Gregory Anton (Charles Boyer) lo sposa e ritorna a vivere nella villa dove fu strangolata la zia. L’aria un po’ sinistra della casa è appesantita dalle strane sparizioni di alcuni oggetti (un cameo, un quadro). I sospetti si concentrano su Paula e Gregory si rivolge a lei, ammonendola: “Non voglio turbarti; se metti tutto a posto farò finta che non sia successo niente…”. Paula è molto scossa, anche perché la sera sente degli strani rumori di passi e delle voci provenienti dal soffitto. Comunica al marito le sue preoccupazioni ma Gregory le risponde: “Sei solo stanca, non ti preoccupare….Spero che tu non ricominci ad immaginarti le cose.” Nel corso della loro prima uscita in pubblico, l’uomo cerca, invano, il suo orologio da taschino ma poi scopre che l’oggetto è nascosto nella borsetta della moglie. Paula è confusa, crolla e nel corso di un drammatico faccia a faccia, gli dice (...)
Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume
"Il cineforum del dottor Freud"
di Ignazio Senatore
Centro Scientifico Editore (2004)