Anna, quel particolare piacere

di Giuliano Carminio con Edwige Fenech, Corrado Pani – Italia -1973- Durata 100’

 

Anna (Edwige Fenech) una timida ed introversa cassiera di un bar di Bergamo s’innamora a prima vista di Guido (Corrado Pani) un malavitoso violento senza scrupoli che traffica droga. Inevitabilmente, l’uomo la trascina nei suoi loschi affari e, dopo essere diventata sua complice, Anna si concede per lui a degli uomini maturi. Rimane incinta ma si rifiuta di abortire e quando Guido finisce in carcere e lei, dopo essersi trasferita a Roma da un’amica, da alla luce Paolo che alleva amorevolmente. Ma il piccolo s’ammala di una grave malattia me il dottor Lorenzo Viotti (John Richardson) lo salva ed Anna si lega affettuosamente a lui. Scontata la pena Guido le chiede di tornare con lui ma lei si oppone ed in un (drammatico?) finale gli spara ma colpita a sua volta muore in ospedale e si fa promettere dal dottore che si prenderà cura del piccolo Paolo.

Filmaccio senza né grinta, né suspense che mischia un candido erotico al filone poliziesco all’italiana tanto in voga in quegli anni. Il regista prova a strappare qualche lacrima allo spettatore introducendo la patetica storia di Paolo che rischia di morire per una grave malattia. Ma i fazzoletti non servono e lo spettatore avrebbe diritto al rimborso del biglietto. Il film merita la citazione solo per l’ennesima riproposizione della donna passiva e sottomessa che si piega ad ogni desiderio del suo amato.

 

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