Anoressica star
Guai a chiamarlo Gaetano. Il suo nome d’arte è Kikò come la principessa del Giappone e significa “figlio dell’anima” Ideatore del gruppo The worry heads” (gli scaccia pensieri) Kikò è l’autore dello spettacolo teatrale dal titolo “Anoressica Star” che sarà presentato martedì 20 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Nuovo (Via Montecalvario 6) all’interno di un festival di arti applicate al sociale, intitolato “Parla! “(Info:theworrybeads.it).
Kikò soffre da anni di disturbi del comportamento alimentare e quel profondo malessere interiore lo ha spinto a mettere in scena i propri fantasmi.
“Lo spettacolo, ambientato in una clinica surreale, vede come protagonisti tre personaggi. Fedra (Sonia Corporente) è una donna che decide di abortire per il timore di vedere il proprio corpo , gonfiarsi, trasformarsi ed ingrassarsi. Io do vita ad un omosessuale che, sin da piccolo, si dibatte in un corpo che non ha mai accettato ed, infine, Marta ( Lucia Guarino) una terza ricoverata, entrata in clinica solo per dimagrire, sul finale, intuisce che non vuole veramente perdere peso e rischiare di morire e decide allora di rispettare nuovamente una dieta integrata ed equilibrata.” A completare il cast Anita Solari e Danilo De Masi. Kikò ha già alle spalle altri allestimenti ed i più recenti che ha messo in scena sono “Brandelli” un’immersione nella follia, ambientato in un Servizio di Salute Mentale e “L’usignolo e la rosa” libero adattamento di un racconto di Oscar Wilde, una trasposizione di una favola romantica sull’amore platonico.
L’artista dichiara che il suo “Anoressica Star” è uno spettacolo lontano mille miglia dai luoghi comuni che riducono, in maniera banale, l’anoressia e la bulimia ad una fascinazione indotta solo dalla moda e dal luccicante universo dello spettacolo. Il testo è accompagnato da un allestimento che lo stesso Kikò ha curato con Marya Di Pietro ed è arricchito da fotografie, da quadri, da interventi di mimi, di video-performer, di artisti di strada, di ballerini e di cantanti che irromperanno, all’improvviso, sullo spazio scenico.
“A tutti gli spettatori all’ingresso verrà regalato uno spazzolino, simbolo della folle cura adottata dalla clinica che ha dato in dotazione ad ogni ricoverata uno spazzolino double face che serve da un lato a vomitare e dall’altro a pulirsi i denti.”
Uno spettacolo che dovrebbe aiutare a far luce su una patologia, quella dei disturbi del comportamento alimentare, in costante aumento in questi ultimi anni, non più d’appannaggio solo dell’universo femminile e delle classi sociali più agiate e che affondano le proprie radici in una profonda inquietudine e su una alterata percezione della propria immagine corporea. Le anoressiche e le bulimiche, infatti, riducono il cibo o vomitano nella disperata ricerca d’identità personale, nella malsana fantasia di essere diventate trasparenti ed invisibili agli occhi degli altri, nella delirante convinzione che vomitando ciò che si introduce, quasi per magia, sia possibile scacciare via, pensieri indigesti, paure ed ossessioni.
Articolo pubblicato su "Il Napoli - Epolis"- 18-02-2007