"Apocalypse now" di Francis Ford Coppola - USA (1979)
Ondaatje: (...) I monologhi di Brando furono improvvisati?
Murch: Si. Nel senso che Brando non aveva imparato nessun testo a memoria. Ma lui e Francis (Ford Coppola N.d.R) avevano studiato insieme quello che avrebbero detto.
Ondaatje: Brando venne sul set piuttosto tardi nella lavorazione del film, non è vero? Quanto era in sintonia con il ruolo di Kurtz?
Murch: Arrivò nelle Filippine nel settembre del 1976 e dichiarò di non essere soddisfatto della sceneggiatura. Le discussioni che ne seguirono furono esacerbate dal fatto che era sovrappeso rispetto a quello che avrebbe dovuto essere e di conseguenza non poteva fare ragionevolmente quello che richiedeva la sua parte. Quando la discussione arrivò a un punto morto, Francis gli disse: "Bene, leggiti "Cuore di tenebra" (romanzo di Conrad al quale era ispirato il film N.d.R.), ci troverai tutto quello di cui ti sto parlando". E Brando rispose: "L'ho letto e lo detesto!". La produzione si fermò per una settimana circa mentre Marlon e Francis si scontravano. Alla fine, per caso o di proposito, qualcuno lasciò una copia di "Cuore di tenebra" nella casa galleggiante di Brando. Il mattino dopo lui comparve con il capo rasato e disse: "Adesso mi è tutto perfettamente chiaro". Per tutto il tempo aveva creduto che la sceneggiatura di John Milius fosse "Cuore di tenebra".
Ondaatje: Quindi non aveva mai letto prima il romanzo di Conrad?
Murch: Ed ebbe un impatto tremendo su di lui. Divenne calvo come il personaggio del romanzo, Kurtz. Da allora tutto è andato al meglio. Il problema era che avevamo perso così tanto tempo a discutere w Brando non era disposto a tornare sugli accordi presi. Qualsiasi fosse il suo compenso, nell'ordine di milioni di dollari, era per un periodo preciso di tempo. Avevamo perso la prima settimana a discutere e quindi ora tutte le scene con lui avrebbero dovute essere girate in metà tempo. Adottò perfino il nome di Kurtz, che in un primo tempo aveva rifiutato. Quando aveva letto la sceneggiatura, aveva detto qualcosa a proposito del fatto che "i generali americani non avevano nomi del genere. Hanno nomi fioriti del Sud. Voglio essere "il colonnello Leighley". Francis aveva accettato. Improvvisamente, dopo aver letto Conrad, Brando volle essere Kurtz. Ma molte scene erano già state girate e il suo personaggio era stato nominato sempre come colonnello Leighley. Nella scena in cui Willard riceve la sua missione, si parla di lui come del colonnello Leighley.
Ondaatje: Che cosa fu di quella scena?
Murch: Dovemmo registrare nuovamente i dialoghi. Le labbra dell'attore dicono "colonnello Leighley", ma noi sentiamo "colonnello Kurtz". E' stato un lavoro di precisione. Ascolta e guarda la scena...
Ondaatje: "Apocalypse now" era un progetto nato da Francis e John Milius?
Murch: No. In origine avrebbe dovuto dirigerlo George Lucas, era un progetto che avevano elaborato George e John per la Zoetrope (la casa di produzione di Coppola N.d. R). Questo succedeva nel 1969. Poi, la Warner Bros tagliò i finanziamenti alla Zoetrope, il progetto venne accantonato. Dopo il successo di "American graffiti", nel 1973, George voleva riprenderlo in mano, ma era un argomento ancora scottante, la guerra non era finita e nessuno voleva finanziare un film del genere. Così George valutò le scelte che gli restavano: qual'era il vero messaggio che voleva trasmettere con "Apocalypse now"? Era la storia di un piccolo gruppo di persone che sconfiggono una potenza gigantesca grazie alla sola forza delle proprie convinzioni. Così si disse: Okay, se è troppo scomodo politicamente come soggetto attuale, trasferirò la storia altrove e la farò accadere in una galassia lontana nel tempo e nello spazio. I ribelli sono nordvietnamiti e l'Impero gli Stati Uniti. E se possiedi la Forza, non importa quanto sei piccolo, puoi sconfiggere il grande potere oppressivo. "Guerre stellari" è la versione di George di "Apocalypse now".
Ondaatje: Il personaggio centrale, Willard, che viene mandato in missione segreta per uccidere un colonnello americano che sembra essere impazzito, si limita a reagire agli avvenimenti in cui s'imbatte...Non è una figura apertamente drammatica!
Murch: E' vero!, Willard/Martin Sheen è quasi completamente passivo finchè non uccide Kurtz/Marlon Brando, alla fine del film. L'unica iniziativa che prende è quella di uccidere una donna ferita dopo un massacro. Altrimenti presta solo gli occhi e le orecchie attraverso i quali lo spettatore vede e sente la guerra. Tra l'altro, credo che la passività di Willard sia una delle ragioni per cui Francis, dopo aver scelto Harvey Keitel, lo sostituì con Martin Sheen dopo un mese di lavorazione.
Ondaatje: Keitel tende a recitare personaggi estremi, non è certo l'Uomo Qualunque.
Murch: Marthy ha un viso aperto, uo sguardo profondo, che fa si che il pubblico lo accetti come lente attraverso cui guardare questa incredibile guerra. Forse Keitel sarebbe stato più credibile come assassino, ma si tende a guardare a lui, anzichè le cose attraverso di lui. E per lui è frustante non far niente. (...) Se Francis avesse continuato nella direzione iniziale, con Harvey Keitel, il film sarebbe risultato molto diverso. Ma si rese conto che doveva fare qualche cambiamento radicale. Non solo Keital lasciò il set, ma con lui se ne andarono anche molte persone coinvolte nella produzione. Ci fu un ribaltamento di regime. Mon ricordo per quanto tempo rimasero fermi, forse un paio di settimane, e poi ricominciarono da capo, con un nuovo approccio.
Dialoghi tratti da "Il cinema e l'arte del montaggio"- Conversazioni con Walter Murch di Michael Ondaatje- Garzanti Editore 2003