"Blade runner"
di Ridley Scott
(Durata 1 h.24 - USA 1982)
Introduzione
Era il 5 marzo del 1982. Venti anni fa, al "Continental
Theater" di Denver veniva proiettato per la prima volta "Blade Runner".
Per celebrare questo storico anniversario, più che proporre una delle tante
riletture psicoanalitiche del testo filmico, ho ritenuto opportuno
"rispolverare" il libro di Paul M.Simmon: "Blade unner" La
storia di un mito", edito da Fanucci Editore nel 1998 e di riportare i
brani più significativi di questo splendido volume.
Il romanzo di Philiph .K.Dick
"Blade runner" è ispirato al romanzo di Philiph
K.Dick "Do androids dream of Elettric Sheep?". Lo stesso Philiph
K.Dick, in un'intervista racconta: "Quando "Do androids dream of
Elettric Sheep?" fu pubblicato per la prima volta nel 1968, era a tutti gli
effetti figlio del suo tempo. Uscito durante il periodo più duro della guerra
del Vietnam ed era scritto in un periodo in cui pensavo che fossimo diventati
cattivi quanto il nemico...Vedete, io scrissi "Do androids dream of
Elettric Sheep?", in un periodo in cui io stesso ero abbastanza
rivoluzionario, ed esistenzialista, da credere che tali personalità androidi
erano così letali e pericolose per gli esseri umani, che fondamentalmente
diventava una necessità assoluta combatterle. Il problema di questa
convinzione era: non potrebbe succedere che noi stessi diventiamo come gli
androidi, nel tentativo di eliminarli?".
Come nacque il titolo del film
"Hampton Fancher ricorda che il problema principale era
il titolo. Pensava infatti che molti studi avrebbero opposto notevoli resistenze
a realizzare qualcosa che si chiamasse "Do androids dream of Elettric Sheep?".
Nella prima stesura della sceneggiatura il film si intitolava "Android".
Successivamente il titolo fu modificato in "Mechanismo" e poi in
"Dangerous days". Hampton Fancher ricorda che saccheggiando nella sua
libreria trovò un breve e poco conosciuto libro dello scrittore
"beat" William Burroughs, intitolato "Blade runner".Così
Ridley Scott chiese a Deeley di contattare il legali di Burroghs, con la
proposta di acquistare i diritti per l'uso di questo titolo. Deeley lo fece e
Burroghs si mostrò assolutamente ben disposto."
Come nacque la parola "replicante"
Come ricorda David Peoples: "Sapendo quanto Ridley
detestava il termine "androide", cominciai a pensare ad un altro modo
di chiamare questi esseri, ma non riuscivo a trovare nulla. Così chiamai mia
figlia Risa, che in quel momento stava svolgendo un lavoro scientifico, nel
campo della microbiologia e della biochimica. Le dissi che non mi piaceva la
parola "androide" e lei mi rispose: "Cosa ne pensi di questa? Hai
mai sentito parlare di "replicazione"? E' il nome che si dà al
processo utilizzato per duplicare le cellule, nel procedimento di clonazione. A
essere sinceri, non l'avevo mai sentita prima, Ma mi piacque. Così dalla parola
"replicazione" venne fuori "replicante".
La ricerca del regista e degli attori protagonisti
"Ridley Scott fu preferito dalla produzione ad Adrian
Lyne e Michael Apted. Come ricorda Hampton Fancher : "La scelta dell'attore
protagonista cadde inizialmente su Robert Mitchum grazie alle sue magistrali
interpretazioni dell'investigatore privato Philip Marlowe. Successivamente
l'idea fu scartata perché Deckard, il personaggio principale del film doveva
apparire "più mite, burocrate, un tipo qualunque, insomma."
Successivamente si pensò a Dustin Hoffman che fu coinvolto per due mesi. Dustin
era innamorato della criogenetica. Cominciò a parlare spesso di come persone
con malattie mortali potessero essere ibernate prima di morire e scongelate poi
quando le conoscenze scientifiche lo avessero permesso con successo.
Era davvero
appassionato a quell'argomento. Io contestai quei cambiamenti di copione, poi,
all'improvviso Dustin Hoffman abbandonò la produzione. Francamente pensai che
sarebbe stata una semplice questione di soldi, e anche il fatto che Dustin
cercasse di cambiare le tematiche di base della storia per un film con maggiore
coscienza sociale. La scelta per l'attore protagonista cadde, infine, su
Harrison Ford. Sean Young fu scelta come protagonista femminile. Come ricorda
Scott " Nella mia mente avevo l'immagine di una Rachel simile a Vivien
Leigh in "Via col vento", o di Rita Haywort."
Le influenze
"Una delle più importanti influenze visive su "Blade
runner" fu il quadro di Hopper "Nightwaks", dai toni
ossessivamente solitari. Un'altra influenza filtrò nella mente di Scott grazie
ai fotografi degli Anni Trenta, le stampe di Hogart e, più di tutti, i paesaggi
allucinanti e asimettrici dell'allora popolare periodico di grafica Heavy Metal
e i lavori dell'illustratore francese Moebius."

"Ho visto cose che voi umani..."
Come ricorda l'attore Rutger Hauer: "Sono
tutt'ora
orgoglioso della frase di Roy. Ma in origine era un po' più lungo, più o meno
mezza pagina. Dissi a Ridley, la notte prima di girare la scena: "Mi sembra
un po' lungo. Se le energie stanno finendo, anche il replicante non può parlare
così a lungo, non ha neanche il tempo di dire addio, se non dopo aver detto
brevemente quello che ha visto...Avevamo già visto dei replicanti morire e
penso che il pubblico non avrebbe apprezzato un'altra lunga scena di morte.
Quindi dissi a Ridley: "Rendiamola più veloce, più semplice e profonda
possibile. Ma concediamo anche a Roy un momento di saggezza.
Ridley disse:
"Si, questa idea mi piace. Perciò quando girammo la scena, ho tagliato un
po' l'inizio, ho detto le frasi del copione: "Ho visto cose che voi umani
non potete neppure immaginare. Navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione. I
raggi beta balenare nel buio alle porte di Tanhauser..." e poi ho
improvvisato la frase: "Tutti questi momenti andranno perduti come lacrime
nella pioggia" Era così toccante
che anche quelli che stavano filmando la
scena furono commossi. Lo stesso Scott nel rievocare la genesi di quella
scena afferma: "Ero in cima al set dove giravamo la scena del tetto e dissi
a un mio assistente alla regia di andare da Rutger.
Ma Rutger gli rispose che
prima voleva parlare con me di persona. Così sono dovuto scendere da quel
trespolo e attraversare tutto lo studio per andare alla roulotte di Rutger. Lui
era là, sorridente, e mi disse. "Ho scritto una cosa per questa scena.
"Erano le frasi di "lacrime nella pioggia". Pensai che fossero
meravigliose. Così come lo è l'interpretazione di Rutger."

Le anteprime
"L'anteprima fu a Denver, il 5 marzo 1982 al Continental
Theater e quella di Dallas fu programmata la sera successiva al Northpark
Cinema. Fu distribuito un modulo per un sondaggio d'opinione. Il film fu
criticato perché era difficile da seguire e da comprendere; nel film si vedeva
troppa violenza, era lento e il pubblico aveva avuto problemi con la pesantezza
del film e con la mancanza di calore e dei sentimenti dei personaggi.
Sui 635
spettatori di Denver il grado di apprezzamento medio era il seguente; 21% degli
spettatori definiva il film eccellente, e un altro 22% lo trovava molto buono.
Per i 749 spettatori di Dallas il 21% degli spettatori definiva il film
eccellente e il 21% molto buono. Eppure la comunicazione interna della Warner
terminava con l'affermazione che queste cifre non erano abbastanza solide da
garantire il successo del film. Questa notizie erano davvero allarmanti per i
produttori che avevano investito 28 milioni di dollari."
I voiceover e un nuovo lieto fine
"La produzione corse ai ripari introducendo la voce fuori
campo (i voiceover) come eco della narrazione tipica dei film noir e mistery
thriller degli Anni Quaranta. Per il finale a lieto fine, Scott chiese a Stanley
Kubrick di poter utilizzare le sequenze paesaggistiche girate per "Shining"
che erano state filmate da un elicottero. L'unica richiesta di Kubrick fu quella
che Scott non dovesse utilizzasse nessuna sequenza apparsa nel film del 1980.
L'anteprima della nuova versione fu proiettata a San Diego l'8 maggio del 1982
al Cinema 21 Theater.
Rick Deckard era un replicante
Come riporta Roberto Nepoti in un articolo apparso su "La
Repubblica" dell'11 luglio del 2000: "In "Blade
runner. The Directors cut" Ridley Scott inserisce una sequenza che mostra
un sogno di Deckard nel quale compare l'immagine di un unicorno. Il mitico
animale era stato già sognato da uno degli androidi eliminati da Deckard; il
che dimostra che anche questi è una creatura sintetica, dal momento che gli
androidi possono vedere soltanto le immagini inserite nella loro memoria
artificiale.
Ma c'è una prova ancora più solida, che trascende le rivelazioni
di Scott. Nelle sequenze dell'epilogo, allorchè Rick e Rachel tentano di
sfuggire all'inseguimento del loro nemico giurato, il cacciatore d'androidi
ritrova un origami a forma di unicorno lasciato cadere dal cattivo. Domanda:
perché esisterebbe un simile particolare, se il persecutore non conoscesse la
vera natura di Rick e i suoi sogni? Le confessioni di Ridley Scott a Channel 4,
comunque sgomnerano il campo dagli ultimi dubbi.

"Blade runner" incassò durante la stagione
cinematografica l'irrisoria cifra di 14 milioni di dollari.
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