Claudio Carabba

Firenze 21-4- 2004

Questo è un libro direi di un critico cinematografico che fa lo psichiatra. Ci siamo incontrati due anni fa, in occasione del precedente volume e ci ritroviamo con un libro simile ma diverso. Non dai grosse tracce al lettore. Credevo che fosse una distrazione l’altra volta ma mi sembra, invece, una scelta d’autore fatta anche questa volta. Non c’è nessun saggio introduttivo ed il lettore dovrà capire l’itinerario e le tracce. Hai raccolto anche dei film che non hai amato ma quelli che si prestano  ad un certo discorso. Sono colpito dalla tua forte passione cinematografica e si comprende che alle spalle c’è una grossa cultura e preparazione. Ma la seconda osservazione è che mi sembra che hai abbandonato la prospettiva di “Curare con il cinema” ed in questo libro mi sembra che raccogli un percorso intorno alla psicoanalisi, tema così fortemente caratterizzato fin dalla copertina. Il viaggio poi, va altrove. E partendo dall’analfabetismo affettivo giungi al desiderio,agli spostamenti del piacere …E’ un libro, per certi apsetti, “inafferrabile” e che porta infiniti elementi su cui discutere. Sul cinema e sogno scegli poi, “Providence di Resnais. L’ultima scena è in pieno sole con i protagonisti intorno ad un tavolo. Nel tuo commento dici che tutto è “ricomposto” nel finale…Ma nei ricordi che ho di quel film la scena più agghiacciante è proprio il finale perché tutti gli incubi che erano nella notte, con dei piccoli segni sono tutti confermati. I parenti erano veramente tutti dei mostri…Mi sembrava un finale, seppur nell’apparente felicità, abbastanza cupo e devastante. Ci sono, infine, due temi che mi preoccupano come malato  e non come spettatore e sono due temi che hai affrontato nel libro; la morte ed il suicidio. Sulla morte mancano le morti “eroiche”. Non hai messo Erroll Flynn, Russel Crowe de “Il gladiatore” ed è una dimensione negata. Sul suicidio ci sono tanti film francesi ma non hai inserito “Mouchette” e “Fuoco fatuo”. Come mai?ritico cinematografico della RCS Editori (Sette e Corriere della Sera)

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