"David e Lisa"

di Frank Perry 

(USA -1962)

 

Trama: David (Keir Dullea) fragile e stralunato è un’adolescente ossessionato dalla paura della morte, da quella di contrarre malattie mediante il contatto fisico e da un incubo ricorrente. Ricoverato in una clinica privata, il ragazzo é affidato alle cure del dottor Swinford (Howard da Silva).Tra i diversi pazienti spicca Lisa (Janet Margolin) una giovane e graziosa psicotica che soffre di “doppia personalità” (quando crede d’essere Muriel comunica, con cadenze infantili, solo con chi le risponde con delle rime). La ragazza, intraprendente e vivace, riesce a scalfire, poco a poco, il cuore del timido ragazzo che, messe da parte le sue innate paure, riesce a prendere contatto con gli altri ricoverati. Alix, sua madre, scontenta per i risultati terapeutici ottenuti, riprende il figlio con sé. David fugge e ritorna in clinica ed apprende che Lisa è scappata. La ritrova addormentata sulle scale del Museo d’Arte Moderna e non appena la rivede lascerà che Lisa lo prenda per mano; la ragazza comunicherà con lui, senza pretendere che le risponda con le rime. (...)

                        

                Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume 

                                              "Il cineforum del dottor Freud"

                                                        di Ignazio Senatore

                                                  Centro Scientifico Editore (2004)

 

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