“Dietro la porta chiusa” (“Secret Beyond the Door”)

Regia: Fritz Lang

(B/N USA - 1948 – Durata 98’)

 

Trama: Celia (Joan Bennett) dopo la morte del fratello che, gestiva il suo cospicuo patrimonio, parte per un viaggio in Messico. Scoppia una rissa per una donna e Celia s’infiamma nel vedere il duello tra i due focosi pretendenti.  Mentre assiste rapìta alla scena, si sente osservata da uno sconosciuto che la sta fissando. L’uomo è Mark Lamphere (Michael Redgrave) che le l’avvicina e le dice (...) E’ il classico colpo di fulmine. Nel corso del viaggio di nozze, Marco (un famoso ingegnere e direttore di una rivista d’arredamento) rivela alla sua giovane moglie la sua vecchia passione: “Colleziono camere felici. La mia tesi è che il modo come una casa è fatta determina ciò che accade in essa.”. Terminato il viaggio di nozze, la coppia ritorna a casa e Celia scopre che il marito era già stato sposato in precedenza e che dal precedente matrimonio era nato David, un ragazzo chiuso ed introverso. Nel corso di un ricevimento, Marco mostra agli invitati le sue “camere da collezione” (stanze che si svelerà erano state tutte testimoni d’efferati delitti compiuti da uomini che avevano ammazzato la donna amata) ma non un’ultima stanza (la numero sette) da lui tenuta gelosamente sotto chiave. Celia, insospettita, scopre che la stanza “proibita” è la copia della loro camera da letto e (come era accaduto in precedenza alla prima moglie) che sarebbe stata la prossima vittima. (...)

 

                 Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume 

                                        "Il cineforum del dottor Freud"

                                                 di Ignazio Senatore

                                         Centro Scientifico Editore (2004)

 

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