
“Elling” (“Brode I Blodet”)
Regia: Setter Naes
(Norvegia – 2002- Durata 90’)
Trama: “Il governo norvegese fornisce generosamente un posto per le persone che sono in una fase particolarmente confusa della vita. Ma io volevo essere lasciato solo.”
Chi parla è Elling (Christian Ellefsen), un uomo sommerso da fobie e da tic, vissuto per quaranta anni con la madre e che alla sua morte si è lasciato andare in mille pezzi. La mdp ci mostra Elling in compagnia di Kjell Bjarne (Sven Nordin), un gigantesco omaccione quarantenne, primitivo e quasi mutacico, ossessionato dal cibo e dal sesso. Ad attendere il loro arrivo in stazione c’è Frank, l’assistente sociale incaricato di guidarli, dopo due anni di ricovero in una clinica psichiatrica, al loro appartamento nel centro di Oslo. E’ lo stesso Frank che spiega loro le regole alle quali devono attenersi:
“Dovete semplicemente dimostrare di sapere vivere da soli.; fare la spesa, cucinare, rispondere al telefono…Se fallite, c’è un mucchio di gente che fa la fila per questo appartamento. Io controllerà che tutto proceda con gli accordi previsti.”
E seppur Elling e Kjell si dividono i compiti (Kjell esce di casa per fare la spesa ed Elling, ossessionato dall’ordine, fa le faccende di casa) l’adattamento a questa nuova esperienza di vita non risulta poi così facile.(...)
Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume
"Il cineforum del dottor Freud"
di Ignazio Senatore
Centro Scientifico Editore (2004)