Il figlio (Le fils)

di Jean Pierre e Luc Dardenne con Olivier Gourmet, Morgan Marinne, Isabella Soupart - Belgio – 2000- Durata 103’

 

Olivier (Olivier Gourmet), introverso e taciturno, insegna falegnameria a dei ragazzi sbandati che provengono dal riformatorio. Un giorno si presenta al Centro, Francis (Morgan Marinne), un sedicenne volenteroso e desideroso di imparare il mestiere. Olivier é estremamente gentile con lui, si prodiga nel dargli mille consigli e suggerimenti e continua ad osservarlo in silenzio. Un giorno gli chiede di accompagnarlo fuori l’officina per caricare della legna ed, a bruciapelo, gli confessa di essere il padre del bambino che Francis, cinque anni prima, aveva ucciso, strangolandolo, nel corso di una rapina. Francis, spaventato, scappa via. Dopo una furibonda lotta, Olivier è sul punto di strangolarlo ma poi desiste ed insieme a lui continua a caricare la legna sull'auto.

I fratelli Dardenne hanno un’innegabile qualità; il loro cinema essenziale e senza orpelli è così asciutto che l’umanità dei loro personaggi finisce per esploderti in faccia. Nell’inseguire, con la loro macchina a spalla i due protagonisti, i registi belgi li mettono a nudo, spogliandoli delle loro più profonde emozioni. Sin dalle prime battute s’intuisce che un filo sottile lega Olivier e Francis. Perché Olivier è così preso da questo ragazzo? Perché lo insegue così insistentemente con lo sguardo? E mentre lo spettatore si lambicca il cervello per scoprire cosa si cela dietro alla sua apparente freddezza, Magalì (Isabella Soupart)la sua ex moglie, dopo aver scoperto che ha accolto Francis nel laboratorio, non può fare a meno di chiedergli: “Nessuno lo farebbe. Perché lo fai, allora?” La risposta che riceve è di una disarmante semplicità: “Non lo so.”  Schiacciato dal dolore, Olivier non urla, non si dispera, non batte i pungi sul tavolo e detende la tensione che accumula, giorno dopo giorno, con degli estenuanti esercizi di ginnastica ed assumendo degli ipnotici per dormire,. Francis non ha lo sguardo luciferino, né il ghigno del cattivo ed appare come un ragazzo solo al mondo, senza riferimenti affettivi, al punto che, nelle prime battute del film, ignaro di tutto, chiede ad Olivier di fargli da tutore. Olivier. Da incorniciare la scena che mostra Magalì che sviene non appena Olivier le comunica che Francis sta facendo l’apprendistato da lui. Gourmet (meritatamente) premiato come miglior attore al Festival di Cannes 2002.

 

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