Franco La Polla

 

Innanzitutto quello che voglio sottolineare di questo volume è il titolo: “Il cineforum del dottor Freud” perché è vero che si respira nell’impianto del libro un’aria di quei tempi la, tempi eroici…Mi sembra che questo libro come prima funzione d’utilità sia come un manuale per chi volesse impiantare cicli, visioni organiche di film per lo più legati allo studio della psicologia e della psicoanalisi (alcun i lo sono coinvolti in maniera maggiore, altri di meno). Non a caso il libro è strutturato  secondo tematiche molto precise. Nella parte finale, altrettanto utile,  ci sono oltre a giudizi da parte di registi di una certa importanza, c’è un altro tipo di raggruppamento sempre per soggetti, per argomenti. Insomma sono suggerimenti non necessariamente per chi volesse mettere su un cineforum ma anche mettere su una personale videoteca. In questo senso parlo di manuale ma nel senso più nobile del termine. Tra l’altro non rinunci a giudizi critichi, apprezzamenti, anche da un punto di vista tecnico (il montaggio, la luce, la fotografia…) e ti soffermi velocemente film su film. E’ vero che qualche giudizio critico non lo condivido neanche io; un 6 a “Splendore nell’erba” non mi va giù…ma entrano in gioco i gusti personali. Al di là di questi dettagli la ricchezza del testo lo si vede anche dall’indice. Nell’intervista che hai rilasciato al “Resto del Carlino” dici chiaramente che non hai scelto i film più importanti  che riguardano la psicoanalisi, la psichiatria, anzi ti vanti di aver scelto qualche film poco noto e trascurato. Infatti, ci sono dei film poco noti e poco meditati che credo sia un’altra qualità del testo in quanto, non ci metti di fronte al solito film ma di fronte a dei film che lo stesso critico cinematografico conosce meno. E dunque, è già da sé uno stimolo, è un invito, un suggerimento per chi di cinema si interessa seriamente. Perciò lodo la lettura di un libro del genere. Vorrei, infine, spendere una parolina sull’ultima parte del volume, quella delle interviste ad attori e registi. Queste interviste sono serie, certamente non amatoriali, non esterne al fenomeno cinema e con un occhio di riguardo alla psicoanalisi. Alcune di queste interviste sono molto interessanti. Brass, a de esempio, fornisce una serie di risposte veramente di grande interesse. Sono interviste non banali, non comuni, dove non trovi cose che hai già letto altrove, per la capacità che hai mostrato di saper tirare fuori da questi attori e registi cose abbastanza inedite.

 

Franco La Polla, critico cinematografico del DAMS di Bologna. Ha pubblicato"L'età dell'occhio" (Lindau 1999), "The body vanishes" (Lindau 2000) "Stili americani (Bononia University Press 2003)

Bologna, 14-4-2004