Franco Prono
Comincio dal fondo del libro…Ci sono alcune interviste ad attori e registi come quella ad Agosti che a me piace molto, come quel capitolo sul cinema e i padri della psicoanalisi.…Dico questo perché ho partecipato a Milano ad un Convegno sulla psicoanalisi e mi sono arrabbiato molto. Loro sono molto esperti nel loro mestiere ma è che pretendono di capire il linguaggio cinematografico facendo violenza al film. In altre parole fanno dire al film cose che nel film non c’entrano nulla. Fortunatamente il tuo volume non ha di questi difetti. Mi accorgo che sei anche competente di cinema, naturalmente di psicoanalisi e riesci d equilibrare le due cose senza prevaricare da una parte e dall’altra. Ad esempio nella scheda-film su “Martha” scrivi: “ Il film è una sorta di trattato di psicopatologia e i due coniugi ci offrono, forse, la coppia più perversa di tutta la storia del cinema”. Incominciando così ci si aspetterebbe il pistolotto di un’analista ed invece, fortunatamente non è così. In altri casi, mi trovo con dei discorsi squisitamente cinematografici,e fai delle affermazioni da competente di cinema. Ne “Il mnemonista” scrivi: “Non c’è dialettica campo/controcampo…” questo a dimostrare che c’è sia cinema sia psicoanalisi, in alcuni casi con esiti assolutamente divertenti. Pensiamo al film “Salto nel vuoto” di Bellocchio dove scrivi: “Da proiettare obbligatoriamente in ogni Istituto di Terapia Familiare”. Nel libro ci sono tutte una serie di schede da film, raggruppate per argomenti, con informazioni sul cast del film, trama, commento e giudizio critico. Raggruppandolo per itinerari, la cosa più facile è mettere un film piuttosto che un altro e la scelta del film diventa naturalmente opinabile…Alcune osservazioni le condivido (come “Milarepa”), altre meno…Il tuo libro è fatto con la massima libertà di scelta e di giudizio. Si vede un certo gusto per la provocazione…La prima qualità del libro è che, purtroppo, nel campo dell’editoria cinematografica, si leggono sempre più libri banali. Per essere considerato nell’ambiente del cinema, per non farsi inimicizie, bisogna tenere un profilo basso e non dire cose troppo provocatorie…Questo libro è fatto con la massima libertà e non hai paura di dire quello che pensi e non dice cose che già sai. Anche per chi conosce questi film ed ha la sua idea in proposito puoi anche trovare delle cose contrarie e particolari e delle idee che ti aiutano a riflettere.
Franco Prono, critico cinematografico DAMS Torino
Torino- 15-4-2004