
Un giorno perfetto
di Ferzan Ozpetek con Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea, Stefania Sandrelli, Monica Guerritore, Valerio Binasco, Nicole Grimaudo, Angela Finocchiaro, Federico Costantini - Italia - 2008 - Durata 95’
Maja (Nicole Grimanido) è incinta ma il suo matrimonio con l’onorevole Fioravanti (Valerio Binasco) è agli sgoccioli e non le resta che lasciarsi cullare dalle attenzioni e dall’affetto di Aris (Federico Costantini), il figliastro adolescente, segretamente innamorato di lei. Stanca delle violenze e delle prepotenze del marito Antonio (Valerio Mastandrea), Emma (Isabella Ferrari) va a vivere da sola con i suoi figli Karen e Valentina. Antonio non regge all’idea della separazione e la soffoca, chiedendole, con insistenza, di ritornare a vivere con lui. La tragedia è dietro l’angolo ed, ineluttabile, esploderà, nel finale.
Per la prima volta in carriera Ozpetek non s’affida ad una sceneggiatura scritta di suo pugno e con l’aiuto di Sandro Petraglia in sede di sceneggiatura, traspone (liberamente) sullo schermo l’omonimo romanzo di Melania Mazzuco. Il regista turco apre il film con un lunghissimo piano-sequenza e con un prologo che fa il verso alle tragedie greche, dal quale si dipana l’intera vicenda che si srotola nell’arco di ventiquattro ore. L’intreccio è però carente, molti personaggi appaiono sfuocati ed una colonna sonora, eccedente, enfatica e trionfante, pregiudica ancor più la fruizione di una pellicola che prova, confusamente, a fotografare un’Italia popolata da famiglie allo sbando, da adolescenti in rotta con i padri e da donne, vittime di mariti violenti ed anaffettivi. Il film ritrova però compattezza ed intensità quando entrano in campo Antonio, un uomo fragile, insicuro, incapace di controllare la propria aggressività ( come l’omonimo protagonista di Ti do i miei occhi di Iciar Bollan) ed Emma, una donna che ha inghiottito in silenzio schiaffi e pugni e che, ormai stanca ed esasperata, cerca di mettere al riparo se stessa ed i figli. Ozpetek rispolvera, in qualche modo, il mito di Medea ed impagina un finale cupo e vibrante che azzanna e lacera le carni. Nel cast Monica Gueritore, Stefania Sandrelli ed Angela Finocchiaro nei pani di un improbabile angelo che veglia silenziosamente sugli incerti e spaesati protagonisti.
Recensione pubblicata su Rivista Segno Cinema - N 159 - Settembre - Ottobre 2009