Intervista a Giovanni Veronesi

 

Guai a definirlo però “cinepanettone di sinistra“. A Giovanni Veronesi, regista di “Manuale d’amore 2” che sarà nella sale dal prossimo week end , questa definizione non va proprio giù.

“Non è un sequel del film precedente perché ha uno sguardo al femminile e l’amore è trattato in maniera diversa e con un’attenzione maggiore alla società di oggi. La griglia narrativa è la stessa ed il film è diviso in quattro episodi. Nel primo episodio c’è il sogno erotico di Monica Bellucci nei confronti di Riccardo Scamarcio..Nel secondo una coppia, interpretata da Fabio Volo e da Barbora Bobulava per avere un bambino deve ricorrere alla fecondazione assistita. Nel terzo Sergio Rubini e Antonio Albanese sono una coppia gay che decide di andare in Spagna per sposarsi. A Claudio Bisio che interpreta il ruolo di un conduttore radiofonico il compito di legare insieme le quattro storie  Ho scelto non a caso la radio perché la trovo un mezzo molto moderno a differenza di internet e delle chat che ti spersonalizzano e dove le persone fingono di essere altro da sé e si raccontano solo bugie.”

Qual è la sostanziale differenza con il precedente Manuale d’amore?

“In questo film ho voluto dividere l’amore in tanti personali segmenti e d analizzare certi momenti dell’amore. Per esempio che significa per un gay sposarsi? Quanto deve lottare e sacrificarsi una coppia per avere un bambino? Il precedente è stato una sorta di prova generale. Questo film lo sento ancora più mio ed era quello che volevo fare anche con il primo.”

 

Corriere del Mezzogiorno - Redazione napoletana de Il Corriere della Sera 16 gennaio 2007

 

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