Intervista a Giuliana De Sio

 

“Ho fatto analisi personale per venti anni ed ho percorso tutto l’arco costituzionale: dai freudiani, agli junghiani ed ai lacaniani.” Così si schernisce, sin dalle prime battute Giuliana De Sio e con un’estrema disinvoltura inizia a pescare nei suoi ricordi d’infanzia.

“Sono salernitana doc. I miei genitori si separarono quando avevo tredici anni. Mio padre era avvocato e mia madre si risposò con un medico che ho sempre considerato il mio vero papà.”

Dopo qualche altro piccolo scambio s’intuisce, però, che parlare del suo passato familiare non è il suo campo di gioco preferito ed il discorso, irrimediabilmente, scivola agli anni del suo debutto come attrice.

“A diciott’anni decisi di mollare tutto e di andare a vivere a Roma. Un amico portò le mie foto in TV ad un agente. Feci una seria di provini e fui scelta nel 1976 per interpretare “Una donna”, una fiction di otto puntate su Sibilla Aleramo.”

Decisa, sicura di sé, Giuliana sembra molto attenta a dosare le parole e, senza peli sulla lingua, confessa la sua diffidenza nel rilasciare interviste:

“Dopo molti anni che si fa questo lavoro è naturale provare una certa stanchezza nel rispondere alle domande dei giornalisti di carta stampata. Meglio parlare in Tv perché lì sei senza mediazione e chi mi ascolta può cogliere anche il tono di voce che voglio usare. In quel caso sono “autrice” e non debbo dipendere da una mediazione che spesso, si rivela eccessiva e troppo forte.” (...)

 

Per l'intervista completa si rimanda al volume "Psycho cult" di Ignazio Senatore (Centro Scientifico Editore-2006)

 

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