“I pugni in tasca” di Marco Bellocchio – Italia - 1965 – B/N - Durata 107’
Alessandro è un ragazzo epilettico, fragile e tormentato mentalmente. In perenne competizione con suo fratello maggiore, Augusto, decide di “rimettere ordine” all’interno del suo gruppo familiare.
Dapprima getta la madre cieca da un dirupo, successivamente, per “sollevare” il fratello Leone dalla sofferenza di un’inutile esistenza, lo uccide. Ma quando sarà colpito da una crisi epilettica, Giulia, sua sorella, assisterà immobile alla sua fine.
Accecante opera prima di Bellocchio che scatenò le ire dei benpensanti del tempo ed inaugurò quel filone “ribellista” del cinema italiano ripreso, poi, nel 1968 da Salvatore Saperi con il suo “Grazie zia”. Film sulla dissoluzione borghese e sulla crisi di valori all’interno dell’istituzione familiare. Girato con un terso bianco e nero, il film contiene sequenze memorabili come quelle al limite dell’incesto tra Alessandro e sua sorella Giulia, quella dell’annegamento di Leone e quella finale, con le note de “La Traviata” in sottofondo. Strepitosa l’interpretazione di Lou Castel, tutta permeata da scatti improvvisi, da una straordinaria mobilità espressiva e da un sorriso sardonico e beffardo. Il film fu girato nella casa di campagna della madre di Bellocchio a Bobbio e finanziato dal fratello Tonino.