“Il corpo dell’anima” di Salvatore Piscicelli - Italia- 1999- Durata 105’-  VM.18 

 

Ernesto č uno scrittore, vedovo ed in pensione, alle prese con una sceneggiatura su Santa Teresa d'Avila. Il destino gli fa incontrare Luana, una cameriera, procace e disinibita che ingaggia con lui uno "strano" ed insolito gioco di seduzione. L'uomo č completamente rapėto dal fascino della ragazza e "passivamente" si dispone a rispettare le regole che lei gli impone. Ernesto riscopre cosė i piaceri di un sesso dimenticato e s'affaccia nuovamente alla vita.

Piscicelli attraversa, come nelle sue pellicole precedenti, il tema del sesso e dell'amore e li declina a suo modo, spiazzando lo spettatore, coniugando la mistica di Santa Teresa con scene a limite dell'hard. Il sesso, genuino e spontaneo, incarnato dalla giovane cameriera non č mai volgare ma č sempre "giocoso" ed intriso da innocente passione. L'utilizzo della voce narrante (fuori campo) del protagonista riempie ancor di pių di fascino la pellicola. Film colto con riferimenti espliciti a "Viridiana" e a "Simon del deserto" di Bunuel, alle opere del Borromini e del Bernini Impliciti i  riferimenti a Tanizaki ed a quella letteratura che ama coniugare eros e thanatos.

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