“Il manuale del giovane avvelenatore”

Regia: Benjamin Ross -

(GB-1995- Durata 106’)

 

Trama: “Ero molto piccolo quando capii che ero portato per la chimica…Già verso i quindici anni, vedevo la vita per quello che era: un castello d’illusioni che solo lo scienziato poteva cancellare.”

Chi parla è il quattordicenne Graham (Hugh O'Connor) un giovane ed allampato adolescente londinese, che trascorre il suo tempo a divorare libri di chimica. Appassionato cultore della materia, Graham si cimenta tra ampolle ed alambicchi, con scarsi risultati. Deciso a rinverdire un esperimento con l’antimonio sulfureo (che a detta di Newton avrebbe dato luogo ad un prezioso diamante) fallisce miseramente. Da quel momento in poi, per vendicarsi delle angherie subite dai suoi genitori, decide di utilizzare tutto il suo sapere in una direzione decisamente criminale. Provetto infermiere somministra loro, quotidianamente, con cura e dedizione, le sue velenose pozioni a base d’antimonio e di tallio (“veleno incolore, insapore, inodore, introvabile”). A farne le spese è dapprima Molly, la sua odiata matrigna (che, dopo aver perso tutti i capelli, morirà lentamente tra atroci dolori e sofferenze) ed infine, suo padre. Scoperto, è internato in un manicomio giudiziario. Grazie alla spiccata intelligenza, Graham é scelto da uno psichiatra (il dottor Zigler) per un progetto terapeutico, orientato al recupero dei giovani internati. Il ragazzo sembra fare passi da giganti, ma ha un piccolo problema: non sogna e non sapendo cosa fare se ne inventa uno (....)

                   

         Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume 

                                        "Il cineforum del dottor Freud"

                                                 di Ignazio Senatore

                                         Centro Scientifico Editore (2004)

 

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