“Il settimo velo” (“The sevent veil”)
di Compton Bennett
(B/N- G.B – 1945 – Durata 95’)
Trama: Francesca (Ann Todd) fugge da una clinica privata e tenta il suicidio, gettandosi in un fiume. La donna, prontamente soccorsa, in preda ad uno shock, è accompagnata nella propria abitazione. Il giovane dottor Larsen, chiamato a visitare la paziente (ormai paralizzata ed in uno stato catatonico) espone ai presenti le teorie a cui s’ispira (...) La paziente inizia a regredire e grazie a dei flashback, si scopre quale identità si nasconde dietro la protagonista. La donna, orfana da piccola, era stata affidata a suo zio Nicola (James Mason), un uomo ricco, scapolo e costantemente accigliato. L’uomo si prende cura della ragazzina e l’aiuta a coltivare la sua passione per la musica e per il pianoforte. Francesca frequenta così il Conservatorio dove conosce Mario, un simpatico studente che, per diletto, suona ogni sera in un piccolo localino notturno. Tra i due scocca l’amore e quando la donna comunica allo zio la decisione di sposare Mario, Nicola le risponde freddamente che è ancora sotto la sua tutela e che l’indomani deve partire con lui per Parigi, per perfezionare i suoi studi (...)
Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume
"Il cineforum del dottor Freud"
di Ignazio Senatore
Centro Scientifico Editore (2004)