“Il tocco della medusa” (“The Medusa Touch”)

Regia: Jack Gold

(GB-Francia -1978- Durata 110’)

 

Trama: Una zoommata su “L’urlo” di Edward Munch ed una musica sibillina introducono lo spettatore in un’atmosfera minacciosa ed inquietante. John Morlar (Richard Burton), un distinto signore é brutalmente aggredito al capo con una statuetta in bronzo. L’uomo è uno scrittore famoso ed è in cura dalla dottoressa Zonfeld (Lee Remick) una giovane ed affascinante psichiatra. Brunel (Lino Ventura) il solerte commissario di polizia che svolge le indagini, approda alla dottoressa e le chiede le ragioni che avevano spinto l’uomo ad intraprendere un percorso psicoterapico. La Zonfel lo informa che lo scrittore era convinto di possedere dei poteri telecinetici e distruttivi, tali da causare catastrofi. A conferma delle proprie ipotesi, il paziente le aveva elencato una serie di strani e misteriosi incidenti; quando era piccolo i suoi genitori erano morti investiti da un’automobile (il cui freno a mano aveva ceduto improvvisamente) ed un maestro, era rimasto imprigionato nelle fiamme, nel corso di un incendio scoppiato nella scuola che lui frequentava. Lo stesso Morlar, nel corso delle successive sedute, le aveva raccontato che un giudice era morto per attacco cardiaco, dopo aver condannato ingiustamente ad otto anni, un imputato che lui stava difendendo e che la sua ex moglie e il suo amante erano periti in un incidente d’auto. Un flashback ci riporta ad una seduta (...)

 Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume 

                                        "Il cineforum del dottor Freud"

                                                 di Ignazio Senatore

                                         Centro Scientifico Editore (2004)

                 

  

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