“Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto”

di Elio Petri -

(Italia – 1970- Durata 118’)

 

Trama: Il capo della sezione omicidi (Gian Maria Volontè) uccide l’amante, la magnetica e sensuale Augusta Terzi (Florinda Bolkan), disseminando volontariamente d’indizi il luogo del delitto (intrappola un filo della propria cravatta tra le unghie della mano della vittima, lascia ovunque le proprie impronte digitali e quelle delle proprie scarpe). Qualche ora dopo, al solerte funzionario (su 102 omicidi solo dieci sono rimasti impuniti) é affidata la direzione dell’Ufficio Politico della Questura. Nel suo discorso inaugurale, si rivolge ai suoi colleghi e dice:

 “Sotto ogni sovversivo può nascondersi un criminale e sotto ogni criminale può nascondersi un sovversivo. Repressione è civiltà.”

 E successivamente:

 “Tutti ritornano un po’ bambini di fronte al potere costituito. La mia faccia diventa quella di Dio. Noi poliziotti finiamo col somigliare ai delinquenti.”

 Dei continui flash-back ci mostrano le scaramucce amorose tra il funzionario e la sua giovane vittima; i due protagonisti, impegnati in un rapporto perverso sado-maso, alternavano vicendevolmente, i ruoli di vittima e di carnefice. Gli investigatori, dopo aver arrestato e poi rilasciato un giovane attivista, ex amante della Terzi e scoperto che suo marito era gay, brancolano nel buio. Ed è allora che l’insospettabile” funzionario (...)

 

       Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume 

                                        "Il cineforum del dottor Freud"

                                                 di Ignazio Senatore

                                         Centro Scientifico Editore (2004)

                 

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