Intervista a Gianni Amelio
Autore dello splendido “Il vizio del cinema” (Einaudi), con la sua aria sbarazzina e gli occhi acuminati come una lama tagliente, Gianni Amelio (Colpire al cuore”, Il ladro di bambini”, Lamerica.) si lascia dondolare, dolcemente, dai ricordi. “Ho fatto autonalisi attraverso il film” mi confessa, sorridendo. Poi, con aria sorniona, si accarezza la folta barba e mi dice:
“Voglio mentire solo quando faccio un film. Ho frequentato le sale cinematografiche, fin da quando ero bambino. Ricordo che il primo film che vidi fu “Gilda” di Charles Vidor. Potevo avere quattro o cinque anni. Al cinema ci andavo con mia nonna, una donna straordinaria che adesso ha centouno anni e con la quale ho trascorso la mia vita. Lo aveva scelto lei, a me piacevano i film di cappa e spada e d’avventura. Al cinema ci stavo delle ore. Un tempo si poteva entrare quando si voleva e si potevano vedere di seguito più spettacoli. Si poteva entrare nel pomeriggio ed uscire la sera. Il cinema era un vizio, come il dolce la domenica.” (...)
Per l'intervista completa si rimanda al volume "Psycho cult" di Ignazio Senatore (Centro Scientifico Editore-2006)