Intervista a Carlo Verdone
In “Amore estremo” l’ultimo episodio di “Manuale d’amore 2”, diretto da Giovanni Veronesi che ruolo interpreti?
Ernesto, un proletario che vive alla Garbatella che s’innamora di una ventenne. La storia è ispirata ad un amico mio e di Giovanni che ha perso la testa per una più giovane di lui, ha piantato moglie e figli, ha dilapidato un patrimonio e per il surmenage ha avuto dei problemi alle coronarie ed è caduto poi n depressione.
Sembri molto soddisfatto...
“I ruoli che interpreto in questi film che definisco “melan-comici” sono quelli che sento molto tagliati per me. Più passa il tempo e più recito in maniera essenziale e sicura. Pensavo che la mia carriera fosse in salita, invece…Se i premi me li danno bene, se li vogliono dare solo a Sorrentino non me ne frega niente. La mia soddisfazione è quando per strada le persone mi ringraziano perchè le ho fatto divertire. Ero a Roma in moto con il casco sul Ponte Amedeo d’Aosta quando si avvicinano due persone ed uno e mi fa; “A Carlo, a Roma ci sei solo tu ed il Papa”. Poche centinaia di metri si riavvicinano nuovamente e l’altro mi dice: “A Carlo, te ringrazio di aver dato il sorriso ad un adolescenza di merda.”
Stai lavorando a qualche nuovo film?
“E’ un progetto ancora in alto mare che voglio fare solo per divertirmi. Forse sarà il mio ultimo fuoco d’artificio…”
Corriere del Mezzogiorno - Redazione napoletana de Il Corriere della Sera 16 gennaio 2007