Intervista a Giovanna Mezzogiorno
Senatore: Dopo il successo de "L'ultimo bacio" è stato facile per te lavorare con Ferzan Ozpetek?
Mezzogiorno: All'inizio la difficoltà enorme è stata quella di dare quelle "sfumature" al mio personaggio che mi chiedeva Ferzan...Non la recitazione a buttare fuori ma a portarti dentro le cose. Così hai meno appigli, sei nuda...Ferzan ha imposto a tutti noi di rinunciare a qualsiasi tipo di certezza, di sicurezze.. Ho lavorato, quindi, nella direzione di sottrarre, di togliere... per poter permettermi di essere senza orpello...Sono contenta perché Ferzan mi ha fornito una grande occasione...
Senatore: La presenza di un attore mito come Massimo Girotti ti ha "condizionata" in qualche modo?
Mezzogiorno: Massimo non creava nessun tipo di tensione. Non voleva "insegnarmi" nulla...Anzi capita spesso che i grandi attori che sono stati messi da parte sono rancorosi...Per Massimo era l'ultima occasione per recitare sullo schermo e lui non pensava neanche che avrebbe avuto ancora la possibilità di recitare...Massimo per me è stato un aiuto enorme, un energia costante, una grazia enorme...
Senatore: Ad una prima lettura del film, si potrebbe pensare che ti innamori del tuo bel vicino (Raul Bova n.d.r)... Solo sul finale del film comprendiamo che l'unica persona di cui ti innamori veramente è Massimo Girotti...Credo che Ozpetek con questa scelta abbia voluto legare affettivamente gli unici adulti presenti sullo schermo?
Mezzogiorno: E' assolutamente così...(...)
Napoli 01.3.2003
L'intervista completa é pubblicata su "Il cineforum del dottor Freud" di Ignazio Senatore - Centro Scientifico Editore.