Cortometraggi: Napoli pronta ai Festival

2 Giugno 2019 | Di Ignazio Senatore
Cortometraggi: Napoli pronta ai Festival
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Napoli non è solo un set naturale per le grandi produzioni cinematografiche ma, da anni, è anche una fucina di cortometraggi di pregevole fattura, girati da registi partenopei, premiati nei diversi festival nazionali ed internazionali.

Tra le decine di corti che stanno per inondare festival e rassegne all’aperto, tra i più interessanti, segnalerei “Wash me” di Francesco Prisco, regista di pellicole autoriali come “Nottetempo” e delle commedie “Gomorroide Il film” e di Bob & Marys- Criminali a domicilio”.

In questo thriller che vira nell’horror, il protagonista Massimiliano Gallo, è in un garage. Quando si avvicina alla sua auto, scopre che la vettura è solcata da alcune scritte inquietanti. In un crescendo di pathos e di inquietudine, verrà inghiottito dai fantasmi della propria mente.

Decisamente comico è invece “In zona Cesarini” di Simona Cocozza, Giuseppe si reca una domenica a pranzo a casa della madre (Antonella Morea) e del padre, un uomo all’antica e supertifoso del Napoli, in compagnia di Gianluca, il suo compagno. I due ragazzi si amano e Giuseppe, un ragazzone timido e impacciato, è deciso a rivelare al papà tutta la verità. Troverà il coraggio? E quale sarà la reazione del vecchio genitore che ad ogni piè sospinto, fa riferimento a Maradona e alla sua squadra del cuore?  

Cupo e vibrante è “L’eredità” di Raffaele Ceriello, ispirato ad un fatto di cronaca, che narra di Antonio (Massiliano Rossi) un uomo che, dopo molto tempo, torna a casa per la morte del padre, Scopre che per anni, le sorelle (Laura Borrelli e Lucianna De Falco) e il genitore avevano resistito alle minacce di un malavitoso che voleva a tutti i costi, contro la loro volontà, appropriarsi del loro pezzo di terra in campagna. Come reagirà?

Di taglio decisamente autoriale è anche “L’etoile” di Alfredo Mazzara, autore di corti tra i più premiati in circolazione (La barba, Ragù noir…). Akiko (Jun Ichikawa), un’ex ballerina, decide di abortire in nome della danza. Sta preparando in fretta una valigia ed è pronta per partire. Qual’é la sua misteriosa destinazione?

Agro-dolce  è “Una cosa su Napoli” di Valerio D’Ambrosio. Un trentenne (Gianluca D’Agostino) sbarca a fatica il lunario come venditore porta a porta. Il padre (Agostino Chiummariello), morto anni addietro, una vita dissipata  al gioco, gli compare come in un sogno e, per farsi perdonare dei dolri che ha causato a lui e ai familiari, decide di fargli un inatteso regalo.

E se nel simpatico “Genericamente” di Giulio Neglia, Gianfranco Gallo ha un piccolo cameo come uno factotum che ruota intorno all’universo cinematografico e procaccia “generici” per i registi che hanno bisogno di attori che interpretano dei piccoli ruoli di raccordo, nell’onirico e visionario “Il tratto mancante” di Riccardo Roan, Libero De Rienzo, interpreta il pittore surrealista belga René Magritte.

Articolo pubblicato il 2-6-2019 su Il Corriere del Mezzogiorno

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