Delicatessen di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro – Francia – 1990

15 Marzo 2019 | Di Ignazio Senatore
Delicatessen  di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro – Francia – 1990
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In un imprecisato futuro, il cibo è una merce molto rara. In un isolato condominio, capeggiato da un sanguinario e crudele macellaio (Jean-Claude Dreyfus) gli inquilini dello stabile attirano (per poi divorarseli) degli sconosciuti, grazie a delle accattivanti inserzioni su un giornale.. Louison (Dominique Pinon) è la nuova vittima predestinata. Animo artistico e sensibile (era un mimo che lavorava in coppia con un simpatico scimpanzé di nome Livingstone) inizia ad occuparsi della manutenzione del palazzo. Conosce Julie (Marie-Laure Dougnac) la giovane (cieca come una talpa) figlia del macellaio. Tra i due scocca l’amore. Julie, dopo aver tentato, inutilmente, di far desistere il padre da suoi propositi sanguinari, riuscirà a strappare l’amato dal suo triste destino?.

Film (stralunato e spruzzato d’umorismo nero) che declina il tema del cannibalismo (metafora dei rapporti umani ormai logori, corrosi e privi di ogni speranza) in maniera ironica e surreale. I registi, sin dalle prime scene, avvolgono in un clima nebbioso, il fatiscente condominio. Le crepe nelle pareti, l’acqua che trasuda dai soffitti, la povertà degli arredi amplificano ancor più il carattere spettrale della vicenda. In un mondo non c’è più spazio per le emozioni e per gli affetti, il macellaio può tranquillamente rivolgersi al suo inquilino moroso e proporgli un infame patto: “Lei mi dà la nonna ed il conto è saldato.”. Ma nonostante il tema “truculento” dell’opera, Jeunet e Caro, inseriscono nella pellicola  delle scene divertenti, grottesche ed altamente poetiche come il duetto tra Julie che suona il violoncello ed Alex, la sega musicale. La “delicatezza” a cui (paradossalmente) fa riferimento il titolo è l’unica alternativa possibile in questo mondo disumanizzato; non a caso i teneri e romantici Julie e Louison sono gli unici personaggi che sopravviveranno all’inondazione (purificatrice) che si abbatterà sull’edificio. Jeunet e Caro fanno un po’ il verso a Brazil, ad “Orwell 1984” e agli altri film “sotterranei” e “rivoluzionari” dell’epoca.

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