“Fermi tutti sono incinta- Cinema e gravidanza” di Ignazio Senatore – Falsopiano Edizioni – Introduzione

19 Ottobre 2016 | Di Ignazio Senatore
“Fermi tutti sono incinta- Cinema e gravidanza” di Ignazio Senatore – Falsopiano Edizioni – Introduzione
Volumi di Ignazio Senatore
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“Da dove vengono le storie che raccontiamo, dove vanno? “si chiede Silvio Orlando nell’incipit di  Dopo mezzanotte di Davide Ferrario.

In risposta a questo delizioso interrogativo, potrei affermare che l’idea di“Fermi tutti: sono incinta – Cinema e gravidanza” è nata in ragione del mio trentennale lavoro clinico come psichiatra dell’Università “Federico II” di Napoli e consulente della Clinica Ostetrica e Ginecologica della stessa Facoltà.

In tutti questi anni, infatti, ho incontrato centinaia di donne che avevano bisogno di un sostegno psichiatrico, vuoi perché dovevano affrontare un IVG dopo i novanta giorni di gravidanza, perché affette da “depressione post-partum” o perché indecise se portare avanti una gravidanza difficile.

In ragione delle mie competenze sono stato poi invitato in numerosi convegni dove, nel corso delle mie relazioni, ho mostrato dei frammenti di film che affrontavano i temi della gravidanza, del parto, dell’aborto, della sterilità e/o della frigidità femminile. Tra i miei preferiti alcuni classici del cinema americano (Un posto al sole, Femmina folle), il discusso Marnie, l’impareggiabile Rosemary’s baby  Nastro rosso a New York, il gelido Affare di donne, il dolente Family Life, il toccante Inseparabili, il graffiante The Snapper, il poetico Sesso, bugie e videotape, il sentimentale Il dottor T e le donne, l’anticonformista Juno, i divertenti Pane, amore e fantasia ed Alfredo Alfredo, il provocatorio La donna scimmia, il gustoso Aprile ed i recenti Molto incinta, Baby mama, Piacere, sono un po’ incinta e Provetta d’amore.

“Le storie fanno quello che devono, fanno la loro corsa”, affermava Eudora Welty nel suo prezioso “Una cosa piena di mistero”.

Nel corso del tempo la mia curiosità mi ha spinto ad analizzare altre pellicole che mostravano mogli con il pancione, madri in preda alle doglie, adolescenti “costrette” a liberarsi del peso del bambino che avevano in grembo e donne che cercavano in tutti i modi di rimanere incinte. Con spirito d’avventura ho costeggiato tutti i generi cinematografici; dal drammatico alla commedia, dall’horror alla fantascienza, dal noir al teen-movie. E se è vero che un volume è un viaggio alla ricerca di qualcosa, “Fermi tutti: sono incinta – Cinema e gravidanza non è solo un omaggio al cinema, ma é sopratutto un viaggio all’interno del misterioso, sconosciuto ed affascinante mondo femminile.

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