Il servo di Joseph Losey – G.B- 1963- Durata 110’

15 Marzo 2019 | Di Ignazio Senatore
Il servo di  Joseph Losey – G.B- 1963- Durata 110’
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Tony Mountset (James Fox), giovane uomo d’affari torna dall’Africa e decide di prendere alle proprie dipendenze Hugo Barret, (Dirk Bogarde) un impeccabile e servizievole cameriere. Tony, un individuo fragile ed insicuro, si lascia “guidare” da Hugo, prodigo di “sapienti” consigli su come ristrutturare l’appartamento. Susan (Wendy Craig), la fidanzata di Tony, entra subito in rotta di collisione con Hugo e lo fronteggia senza esclusioni di colpi. La donna cerca di convincere Tony a sbarazzarsi del perfido “servo”, ma ogni suo tentativo è  vano. Per avere definitivamente campo libero, Hugo fa assumere come cameriera, Vera (Sara Miles) la sua amante (spacciandola per sua sorella) per spingerla, poi, nelle braccia del “padrone”.

I due “servi” prendono possesso, a poco a poco, dell’anima e dell’appartamento del loro padrone. Ma quando Tony scopre che Hugo e Vera hanno fatto l’amore nel suo letto, li caccia di casa. Abbandonato da Susan, privato di quella seppur minima rete relazionale, Tony inizia a bere ed avendo compreso che non può più vivere senza Hugo, lo riassume per divenirne il suo “servo”. Dopo un’orgia finale, l’ultima scena, ci mostra….

Film-capolavoro sugli incastri perversi tra vittima e persecutore e sul destino di chi è braccato nello spirito e nell’anima. Losey (senza parteggiare per l’uno o per l’alto protagonista) non cade nelle secche del melodramma e dissemina,  con sguardo cinico ed irridente, una serie di “trappole” nelle quali Tony (la vittima predestinata) inevitabilmente cadrà. Il regista non cede all’happy-end finale e lascia nello spettatore un senso d’amaro in bocca. Il bianco e nero della pellicola e le sequenze, girate tutte in un interno (l’appartamento di Tom) rafforzano ancor più il senso claustrofobico della storia. Pellicola sull’occupazione simbolica della follia che, s’impossessa gradatamente dell’appartamento (mente) del protagonista  e che non a caso prende l’avvio dai lavori di “restauro”nella casa di Tony. Film sulle parti scisse e negate e sul bisogno “insano” di alcuni soggetti (deboli) di essere catturati ed impigliati nella rete intessuta da chi è visto come più il più forte. Film sulla “lotta di classe” e sulla vittoria di un servo (astuto) che prende il sopravvento su un (disarmante) padrone. L’omosessualità mai agìta tra i due protagonisti maschili fa da sfondo a quest’inquietante vicenda, facendo capolino con velate e parziali allusioni. Il film, tratto da un romanzo di Robin Maugham, scritto nel 1948 è sceneggiato da Harold Pinter.

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