“Registi della mente ed altre storie” (a cura di Ignazio Senatore) – Falsopiano Edizioni – 2015 : Dalla 4 di Copertina

10 Ottobre 2015 | Di Ignazio Senatore
“Registi della mente ed altre storie” (a cura di Ignazio Senatore) – Falsopiano Edizioni – 2015 : Dalla 4 di Copertina
Volumi di Ignazio Senatore
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(…) I riferimenti alla dialettica “campo”- “fuori campo” ed allo sguardo osceno ed impuro introducono, secondo me, perfettamente, lo spirito che accomuna gli articoli che compongono questo volume. A mio avviso, infatti, il filo conduttore che li lega è l’idea che, mentre scorrono le immagini di un film, lo spettatore, non più confinato tra le anguste pareti della sala cinematografica, sia spinto in un altrove che lo induce a ri-creare il film ed a trasformarlo in un prodotto artistico “altro”, che trascende le intenzioni  stesse del regista e dello sceneggiatore. Se ci lasciamo guidare da queste suggestioni, scorrendo i contributi degli Autori proposti nella prima parte del volume, potremmo allora rileggere con un “altro” sguardo, con altri occhi, (eyes wide shut?) i film di Marco Tullio Giordana, Stanley Kubrick, Ferzan Ozpetek, Charlie Kaufman, Lars von Trier, Roman Polanski, Manoel De Oliveira, Orson Welles e Michael Haneke. Ogni Autore, infatti, facendo propria l’affermazione di Robert Bresson :“Il tuo film deve assomigliare a quel che vedi, chiudendo gli occhi.”, propone, infatti, delle ri-letture affascinanti e suggestive dei film diretti di questi acclamati Maestri del cinema.

Pur sapendo che le immagini di cineasti così famosi perforano (anche) il cuore, la pelle e la pancia dello spettatore, abbiamo deciso di definirli tout-court “Registi della mente”. Il lettore, ne sono certo, ci scuserà per questa nostra (riduttiva?) schematizzazione. La seconda parte del volume è composta, invece, da alcuni contributi che, per la loro originalità,  ci sono sembrati in sintonia con le fascinazioni proposte nella prima parte. Un volume che conferma ulteriormente l’“insana”passione che gli autori (quasi tutti psichiatri) nutrono per il cinema e che ci rimanda, inevitabilmente, a quanto affermava quel genio di Frank Capra: “Il cinema è una malattia, quando entra nel sangue prende il sopravvento. E’ come avere Iago nel cervello, e come per l’eroina, l’unico antidoto al film è un altro film.”

 

 

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