Interviste a Senatore: “Rischio bulimia. Cresce il numero colpite dal disturbo”

16 aprile 2017 | Di Ignazio Senatore
Interviste a Senatore: “Rischio bulimia. Cresce il numero colpite dal disturbo”
Interviste a Senatore
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“Fiocchetto lilla, domani in tutta Italia, per la giornata dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare. E tra questi rientra la bulimia etimologicamente “mangiare come un bue”. A differenza dell’evidente magrezza delle anoressiche, le ragazze bulimiche riescono a nascondere agli altri (familiari compresi) il proprio disagio che si traduce, nella maggior parte dei casi, nel mandar giù grandi quantità di cibo. E poi di vomitarlo. “Per lo più l’abbuffata avviene di notte, non solo perché in quelle ore ci si sente più soli e quindi meno osservati, ma perché il controllo di familiari e parenti è rallentato, spiega Ignazio Senatore, responsabile del settore alla Federico II (0817464248), in questa spasmodica ricerca del cibo la bulimica cerca di riempire carenze interne. Ma tutto quello che ingerisce non le basta mai e continua a sentirsi vuota ed insoddisfatta. L’aumento dei casi di bulimia può essere letto come il sintomo di una società che espelle, senza rimpianti, quel che divora. Oggetti che, visti i frenetici progressi tecnologici, diventano obsoleti in un lampo, personaggi artisti, calciatori, starlette, eletti a mito per un giorno, mode che durano il soffio di una notte.  Una società impegnata in una folle corsa ad accumulare simulacri di successo e di bellezza che devono darti l’illusione di riempirti, ma che di fatto, ti lasciano vuoti perché effimeri.” I soggetti che finiscono in preda dell’insopprimibile bisogno di svuotare frigoriferi e dispense, non fanno alcuna distinzione. Per loro qualsiasi alimento dolce o salto, cotto o crudo va bene. Addirittura riferiscono gli specialisti, nei casi più gravi, si avventano pure su cibi ancora surgelati e appena prelevati dal freezer. D’altronde le “abbuffate” sono solo apparentemente  incontrollate perché, nella maggior parte dei casi, vengono “programmate”. Una consuetudine che emerge dai loro racconti, dalle strategie che mettono in atto per accumulare e nascondere cibo. Procedure sempre riservate e da realizzare appena si è soli in casa. “Spesso queste pazienti ci rivelano di aver subito abusi sessuali e molestie, abbandoni traumatici e pregressi tentativi di suicidio, continua la specialista, per la bulimica la grande bouffe diventa il vano tentativo di  riempire e riparare vuoti e deprivazioni avvenute nell’infanzia. Insomma una gratificazione che arriverebbe direttamente dal cibo, oggetto in questo caso, amato ed odiato.” I rischi cui vanno incontro le donne bulimiche sono pericolosi, come quelli che corrono le anoressiche, perché con il vomito perdono potassio creando così seri squilibri elettrolitici con aritmie, che a volte, nei casi più gravi possono addirittura risultare letali, conclude Senatore, che è anche l’autore de “I disturbi del comportamento alimentari” e Studi sull’anoressia.”

Articolo pubblicato su La Repubblica 14.3.2017 a firma Giuseppe Del Bello

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