Ritorna in sala “La gabbianella e il gatto” di Enzo D’Alò

23 Marzo 2019 | Di Ignazio Senatore
Ritorna in sala “La gabbianella e il gatto” di Enzo D’Alò
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Un gradito ritorno in questi giorni nelle sale quello de “La gabbianella e il gatto”, film d’animazione diretto nel 1998 dal regista napoletano Enzo D’Alò.

La favola, tratta dal romanzo di Luis Sevulpeda “Storia di una gabbianella e del gatto che l’insegnò a volare”, narra di Kengah, una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio, che, prima di morire affida il proprio uovo al gatto Zorba. Al felino strappa tre promesse: non mangiare l’uovo,  prendersene cura fino a quando si schiuderà e insegnare al piccolo di volare. Dopo aver dato alla gabbianella il nome di Fortunata, Zorba si troverà di fronte al difficile compito di insegnarle a volare. Dal suo canto la piccola dovrà fare i conti con un mondo popolato da gatti e imparre a difendersi dai ratti e dal pericoloso Grande Topo.

Un film fortunato, quello di D’Alò, premiato con un Nastro d’Argento e il Premio del Pubblico al Festival di Montreal del 1999, scritto in sede di sceneggiatura con Umberto Marino. Al di là della commovente e frizzante tessitura narrativa, il cartoon si avvale della magnifica colonna sonora firmata da David Rhodes ed è impreziosito dalle canzoni “Siamo Gatti” cantata da Samuele Bersani, “So volare” da Ivana Spagna, “Duro lavoro” da Gaetano Curreri e Antonio Albanese e “Il canto di Kengah” da Leda Battisti.

“La gabbianella e il gatto” fu visto alla sua uscita nelle sale da oltre un milione e mezzo di spettatori e incassò la cifra record di circa venti miliardi di lire. Il regista napoletano, dopo l’esordio nel 96 con “La freccia azzurra” e la serie ‘Pimpa: le nuove avventure’ (1997), ha diretto poi il divertente “Momo alla conquista del tempo” (2001), il gustoso “Opopomoz” (2003), il superclassico “Pinocchio” (2012) e il simpatico “Pipì, Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite” (2017).

Film che hanno dato la stura in seguito al fenomeno dell’animazione cinematografica di successo targata Mad, che ha prodotto i due premiatissmi cartoon “L’arte della felicità” e “Gatta Cenerentola”.

Articolo pubblicato su il Corrire del Mezzogiorno – 23-3-2019

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