“K-Pax”

Regia: Iain Softley

(USA – 2001- Durata 115’)

 

Trama: Un uomo con gli occhiali scuri (Kevin Spacey) si aggira per la Grand Central Station di New York. Fermato dalla polizia, sostiene di chiamarsi Prot, di essere un alieno proveniente dal pianeta K- Pax della costellazione della Lira. Ricoverato all’Ospedale Psichiatrico di Manhattan, è affidato al dottor Mark Powell (Jeff Bridges). Lo psichiatra è immediatamente affascinato da questo strano paziente che senza scomporsi, risponde in maniera esauriente a tutte le domande che gli sono poste sul suo pianeta di provenienza. E quando Powell gli chiede come mai ha assunto sul nostro pianeta la forma umana Prot, seraficamente, risponde:

"Perchè una bolla di sapone è sferica? Perché questa è la sua configurazione energetica più efficace. In modo analogo sul suo pianeta, io sono euguale a lei, su K-Pax ho l'aspetto di un K-paxiano."

Questo personaggio pacifico e gentile afferma inoltre, di essere ritornato sulla Terra ( pianeta allo "stadio iniziale d’evoluzione" e dal "futuro incerto") per svolgere un’inchiesta e che ha già fissato per il 26 luglio la data del suo ritorno a K-Pax. Prot possiede, inoltre, delle caratteristiche inquietanti: ha uno spettro visivo differente dagli umani (può vedere i raggi ultravioletti) ed è a conoscenza di alcune informazioni di astrofisica top-secret. (...)

 

 Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume 

                                        "Il cineforum del dottor Freud"

                                                 di Ignazio Senatore

                                         Centro Scientifico Editore (2004)

                 

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