
"L'imbalsamatore"
Regia: Matteo Garrone
(Italia- 2002 -Durata 101')
Trama: Peppino Profeta (Ernesto Mahieux) è un nano cinquantenne che di mestiere fa l'imbalsamatore. L’uomo è un tipo che non si fa tanti scrupoli e, per concedersi i suoi “vizi”, non disdegna, di tanto in tanto, di mettere la sua arte al servizio della camorra (infarcisce i cadaveri di sostanze stupefacenti). Una mattina è allo zoo ed incontra Valerio (Valerio Foglia Manzillo), un bel ragazzo alto e dalla faccia simpatica, appassionato d’animali e che, per tirare avanti, fa il cameriere in un piccolo ristorante. Peppino, affascinato dalla sua bellezza, lo invita a dare un’occhiata al suo laboratorio di animali e successivamente lo attrae con delle allettanti proposte: uno stipendio raddoppiato, una vita mondana (arricchita da piacevoli festini con donne e champagne) un alloggio sicuro (al riparo dalle liti con i familiari). Valerio, senza pensarci due volte, accetta il suo invito. Peppino gli insegna i segreti del mestiere e contemporaneamente continua a tessere la sua rete di seduzione, fatta di piccoli regali e di gentili attenzioni. (...)
Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume
"Il cineforum del dottor Freud"
di Ignazio Senatore
Centro Scientifico Editore (2004)