L'immagine della famiglia sullo schermo

 

In questo lavoro mi occuperò dell'immagine della famiglia sullo schermo ed analizzerò alcune pellicole prodotte in questi ultimi anni dalle diverse cinematografie internazionali. Nella prima parte dello scritto ho raggruppato in diversi sottotipi quei film che ripropongono fedelmente quel tipo di famiglie che io definisco "seriale", protagoniste di gran parte dei lavori scientifici prodotti in questi ultimi anni. Nella seconda parte mostrerò come il cinema, in maniera quasi profetica, ci permette di osservare alcune dinamiche ignorate dal mondo scientifico tradizionale. 

La famiglia seriale

La famiglia assente: L'istituzione famiglia, sia quella d'origine che quella acquisita, è completamente assente in un numero esorbitante di pellicole; basti infatti passare in rassegna i diversi filoni cinematografici (i film noir, i western, le pellicole trash, erotiche, di costume....)

La famiglia rimossa: In queste pellicole (Giovani , carini e disoccupati; Belli e dannati; Qualcosa di travolgente...) il soggetto del film ricalca il mito dell'eroe solitario, sfortunato e maledetto, sempre in fuga, alla ricerca della propria identità. Il protagonista è solo ma sembra che nella sua mente sia ancora vivo il ricordo di un passato, più o meno recente, legato alla propria famiglia di origine sentita come un peso ingombrante, come una testimonianza di un passato da rimuovere, da dimenticare in fretta. L'eroe, per poter sopravvivere non può fare altro che recidere con un taglio netto ogni legame affettivo precedente ed abbandonare quelle figure familiari alle quali era legato fino ad allora ( genitori,mariti, moglie e figli). Bastano pochi accenni ed i protagonisti dei film, una volta lasciatisi andare al ricordo del loro passato, con qualche battuta, raccontano desolanti storie, ricche di violenza e d'ingiustizia.

La famiglia sfondo: I film di questo raggruppamento mostrano una famiglia che sembra non aver lasciato alcuna traccia nella memoria e nel ricordo del protagonista. Parenti ed affini compaiono in questi film, timidamente, spesso ai margini della storia, come pretesto narrativo o con la semplice funzione decorativa del racconto. 

La famiglia disturbata: In questi film (Maledetta famiglia, Voci lontane sempre presenti) il nucleo familiare è composto da persone gravemente disturbate, incapace di sviluppare normali relazioni affettive ed in grado solo di scambiarsi odio, aggressività e sentimenti ostili e violenti, quali rabbia e disperazione. In altre pellicole vengono maggiormente sottolineati i notevoli livelli di invischiamento tra i singoli componenti del gruppo familiare. La trama mostra il tentativo fallimentare del singolo che, incapace di svincolarsi e di differenziarsi, verrà risucchiato dagli altri  membri del gruppo (Turista per caso, Parenti, amici e tanti guai...).

La famiglia lacerata: In Mr. Doubtfire i figli sembrano aver assorbito i contraccolpi psicologici dovuti alla separazione dei loro genitori. In Parenti, amici e tanti guai, Cugini, A scuola con papà, questo evento viene rimosso e negato; in altre pellicole vissuto come una ferita indelebile e difficilmente rimarginabile (Il principe delle maree, Le ragioni del cuore, Fratelli-sorelle, Paris-Texas...).

La famiglia saga: Non mancano alcune trame che ripropongono degli affreschi familiari paragonabili a quelli dalla saga (Casa Howard, La famiglia, Una domenica in campagna...). Sullo schermo il vero protagonista è il tempo che scorre e che lega eventi che si susseguono nel corso di decenni (la nascita, il matrimonio, la morte di uno dei protagonisti) lungo l'arco di intere generazioni.

La famiglia banda: Al cinema, come nella vita reale, il termine famiglia viene utilizzato in senso improprio ed estensivo da personaggi appartenenti a clan e a gruppi mafiosi, legati tra loro da un ferreo codice d'onore; basti ricordare L'onore dei Prizzi, Il Padrino...

La famiglia ridicolizzata: Il mondo della celluloide è in grado di mostrarci in maniera esilarante ed ironica dei gruppi familiari, certamente più simpatici e divertenti di quelli osservati nei gruppi precedenti. Il segreto del successo di queste pellicole sta naturalmente nella capacità di descrivere certe modalità disfunzionali della famiglia, amplificando alcuni suoi tratti fino a mostrarli all'eccesso, all'esasperazione. A questo sottotipo fanno parte La famiglia Addams, Fantozzi...

La famiglia matriarcale: Nonostante sia sempre stata massiccia la presenza della figura materna sullo schermo, in questi ultimi anni l'immagine della madre non sembra occupare quella centralità nel racconto cinematografico come in passato. Alcuni registi non sembrano essersi stancati di riproporla secondo il vecchio clichè della donna gravemente disturbata, insensibile ed opprimente ( Rischiose abitudini, Santa sangre, Bad boy Bubby...). Non mancano le mamme apprensive e piagnucolone (Cara mamma mi sposo, Vizietti familiari...) o quelle capaci addirittura di rubare alla propria figlia o alla nuora il frutto del loro concepimento (Il Decalogo 7, Le porte girevoli...). A queste rappresentazioni forte e decise il cinema contrappone, naturalmente, anche l'immagine di mamma fragili che scelgono la via del suicidio ( Crimini del cuore...), di donne capaci di infondere sicurezza ed affetto all'intera famiglia (Speriamo che sia femmina...), di nutrici affettuose e silenziose che si sacrificano per il bene di tutto il gruppo familiare (Mignon è partita, Evelina e i suoi figli...).

I nuovi scenari familiari

In queste pellicole l'immagine della famiglia addensata, indifferenziata ed amorfa scompare ed i nuclei familiari sembrano assottigliarsi sempre più, fino a diventare scarni e spogli. In questi film scompaiono i nonni e le altre figure classiche della famiglia tradizionale; gli zii, i cugini, i nipoti. Le nuove famiglie,orfane, sopratutto della figura materna, sono composte, per lo più , da due soli componenti del nucleo familiare; dalla coppia padre-figlio o da due componenti dello stesso livello generazionale.

La famiglia paternizzata: In molti film (Voci lontane sempre presenti, In nome del padre, Maledetta famiglia, Coupe de ville...) viene ancora riproposto quel codice iconografico di rappresentazione legato allo stereotipo del vecchio genitore tirannico e dispotico, violento ed aggressivo, che detiene il "potere" in famiglia. All'immagine di un genitore che ha condizionato per anni e negativamente la storia della sua famiglia se ne sostituisce progressivamente un'altra più umana.

La figura paterna va ad occupare nella famiglia, senza grossi clamori e quasi in punta di piedi, quel posto occupato nei secoli dalla figura materna ed in sua vece svolge quelle funzioni protettive e di contenimento, definite classicamente come femminili. Questa rinnovata flessibilità paterna, questa sua duttilità sembra anche legata all'assenza o alla morte della sua "adorata " compagna, annunciata in numerosissimi film fin dalle prime sequenze (Una domenica in campagna, Tale padre- tale figlio, Providence, Famiglia maledetta, Stanno tutti bene...).

In questi film i registi ci mostrano dei padri capaci di offrire al figlio un contenimento emotivo, di tollerare la loro sofferenza, le loro frustrazioni. Ma la rinnovata empatia non avviene per caso ma avviene dopo una lunga battaglia, fatta di scontri feroci, di accuse reciproche, di amare confessioni, di liti furibonde. A questa riscoperta della figura paterna i figli ci giungono spesso con molto ritardo ed addirittura in due film (Dad, Daddy Nostalgie) ciò avviene poco prima che il vecchio genitore, affetto da un male incurabile, muoia.

La famiglia coppia: Alcune pellicole mostrano fratelli e sorelle che sembrano essere "felici" perché non debbano districarsi all'interno della classica rete familiare, ricca di triangolazioni insidiose e di altri tranelli comunicazionali. 

La famiglia in naftalina: In Da grande e Big il protagonista  è un bambino che, stufo di essere ancora piccolo, esprime il desiderio di diventare grande ed a seguito di un intervento dal sapore magico e fantastico assumerà poi le sembianze fisiche di un adulto. Il piccolo diventato un uomo vive la sua vita tranquilla e serena, senza alcun rimpianto, né nostalgia per la famiglia abbandonata. Il segreto del successo di tanti film prodotti  in questi anni (Tesoro mi si sono ristetti i ragazzi, Non dite alla mamma che la baby sitter è morta...) sta forse nel voler prendere atto che è meglio vivere al di fuori dell'ambito familiare ed affrontare il mondo esterno da soli e senza l'aiuto dei grandi.

La famiglia idealizzata: Il cinema sembra suggerirci che, mediante l'utilizzo di espedienti fantastici, è possibile trasformare la storia della propria famiglia. In Ritorno al futuro e Peggy Sue si è sposata, i protagonisti ripercorrono a ritroso il tempo fino ad incontrare i futuri genitori.

La famiglia stampella: Il mondo della celluloide rappresenta  sullo schermo anche i gruppi familiari capaci di contenere la sofferenza del proprio caro, affetto da una grave malattia organica (L'olio di Lorenzo, Il mio piede sinistro, Risvegli...).

 

Articolo pubblicato su "Famiglia: continuità, affetti, trasformazioni" (a cura di C.Loriedo, M.Malagoli Togliatti, M. Micheli)- Franco Angeli (1995) 

 

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