“L’inferno” («L'enfer ») di Claude Chabrol - Francia –1993- Durata 102’)
Paul, il proprietario di un piccolo alberghetto di provincia in riva a un lago dei Pirenei, sposa la bellissima e sensuale Nelly. La donna ama discorrere con i clienti e scherzare con loro e con il passar del tempo, nella mente del’uomo, si fa sempre più insistentemente strada la convinzione che lei lo tradisce. Paul inizia a pedinarla ed a sottoporla ad estenuanti interrogatori, fino ad individuare in un giovane meccanico (un certo Martineau) il suo presunto rivale. Splendido e fortemente visionario il (non) finale del film. Il film termina con la scritta (ambigua/chiarificatrice): “Senza fine”. Film sulla furia incontrollabile che s’impossessa della mente umana, sul dramma incandescente (infernale) della gelosia. Chabrol filma questo piccolo capolavoro, disseminando la narrazione di (falsi) indizi fino a confezionare la scena (“esplosiva”, struggente, poetica) della proiezione di un filmato amatoriale girato da Duhamel. uno degli ospiti della locanda. Ma le scene “rubate” dal cineoperatore sono la “prova” che attestano il tradimento di Nelly od il frutto della malata immaginazione di Paul? Il Maestro francese ha tratto lo spunto da un film incompiuto di Henri-Geoirges Clouzot (morto poi per infarto) del 1964, con Romy Schneider e Serge Reggiani.