"La donna dai tre volti"

Regia: Nunnally Jonhson

(USA – 1957- Durata 90’)

 

Trama: Il film si apre con l’apparizione di Alistair Cooke, un noto giornalista e commentatore televisivo americano che informa lo spettatore che la storia che ci apprestiamo a vedere non è frutto della fervida fantasia di uno sceneggiatore ma è tratta da una storia vera. Nel corso del film, lo stesso Cooke, “ridotto” a voce fuori campo, c’informa sugli sviluppi della vicenda, scandendo i tempi della narrazione. Eva White (Joanne Woodward) è una giovane e timida casalinga americana, madre di Bonnie, una bambina paffutella e dai capelli ricci e sposa di Ralph (David Wayne), un uomo irascibile e non più giovanissimo. La donna inizia a soffrire di forti mal di testa e di strane amnesie lacunari e si reca da uno psichiatra, il dottor Luther per le cure del caso. La voce fuori campo c’informa che i sintomi di Eva regrediscono nel tempo, fino a scomparire del tutto. Il primo sintomo ricompare due anni dopo; nel rientrare a casa, il marito scopre che Eva ha acquistato degli abiti e delle scarpe costose. (...)

                                   

                                            

            Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume 

                               "Psycho cult- Psicodizionario del cinema di genere"

                                                          di Ignazio Senatore

                                                     Centro Scientifico Editore (2006)

 

 

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