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"La mia vita in rosa” (“Ma vie en rose”)
Regia: Alain Berliner
(Belgio – 1997- Durata 82’)
Trama: Pierre (Jean-Philippe Ecoffey) ed Hanna (Michèle Laroque) si trasferiscono con la loro allegra e felice famigliola in un’altra cittadina. Nel corso di un cocktail, offerto ai loro vicini, presentano i loro figlioli. All’appello manca Ludovic (Georges Du Fresne) il loro bambino di sette anni che quando compare in pubblico é vestito e truccato da donna. I genitori non danno peso a quello che per loro è stato solo uno scherzo innocente e quando nonna Elisabeth cerca di indagare sui comportamenti del nipote, la madre con tono liquidatorio, commenta:“Fino ai sette anni si è alla ricerca di se stessi. L’ho letto su Marie Claire.” Ludovic inizia a frequentare la scuola e quando la maestra chiede agli alunni di portare in classe i loro giocattoli preferiti, il piccolo protagonista, con estrema naturalezza, estrae dalla cartella le bambole con cui si diletta a giocare. Oggetto di derisione da parte dei compagni, a Ludovic non resta che immergersi nel mondo fiabesco di Pam, un’eroina in stile Barbie, protagonista di un serial televisivo. Con il passare del tempo (...)
Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume
"Il cineforum del dottor Freud"
di Ignazio Senatore
Centro Scientifico Editore (2004)