“La voce del silenzio” (“The house of cards”)

Regia: Michael Lessac

(USA –1993 – Durata 107’)

 

Trama: Sally è una bambina chiusa in un assoluto mutismo. Un anno prima suo padre, un famoso archeologo, era precipitato nel vuoto mentre era impegnato in un restauro di un’antichissima rovina Maya.

Un indios per rassicurarla, le dice che il papà é volato sulla luna. Una mattina Sally, mentre è a scuola, si arrampica in cima ad un albero; gli insegnanti, preoccupati, suggeriscono a Ruth (Kathleen Turner) sua madre di consultare uno psichiatra ma lei si rifiuta di affidare la bambina ad uno strizzacervelli. Qualche giorno dopo, la scena si ripete: Sally sale sul tetto di casa per recuperare una pallina da baseball e la madre riesce a metterla in salvo, grazie ai suggerimenti di uno psichiatra (Tommy Lee Jones), il dottor Jacob. T. Birlander accorso sul posto. Ruth cerca nuovamente di ridimensionare l’accaduto ma, su ordine del giudice della contea, è “costretta” ad affidare la piccola alle cure del dottore. Lo psichiatra, che da anni lavora con bambini autistici, non ha alcun dubbio e rivolgendosi ad una sua collega, con un tono perentorio, afferma:

“I conti tornano: attività verbale assente, resistenza psicotica ad ogni cambiamento, assenza di reazione, grande capacità d’equilibrio, tipica modalità autistica.” (....)

 

           Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume 

                                                   "Il cineforum del dottor Freud"

                                                           di Ignazio Senatore

                                                  Centro Scientifico Editore (2004)

 

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