
La cura del gorilla di Carlo Sigon
Carlo Sigon lo ha definito uno “spaghetti-noir” ed il suo tentativo di dar nuova linfa vita all’asfittico ed anemico cinema italiano è già di per sé una nota di merito. Tratto dall’omonimo romanzo di Sandrone Dazieri il film narra di Sandrone, detto “il gorilla”, un atipico investigatore affetto da una doppia personalità. Nella sua mente, segnatamente scissa, albergano una personalità buona, sensibile e generosa ed all’opposto, una sadica e fortemente distruttiva che prende il sopravvento quando l’altra si addormenta. Per soldi Sandrone accetta malvolentieri di fare da guardia del corpo a Jerry Warden, una vecchia star americana, giunta in Italia per promuovere un videogiochi, ispirato ad un telefilm western degli Anni Sessanta e contemporaneamente veste i panni del detective ed indaga sul delitto di un albanese, compagno di Vera, una donna pulsante e piena di energia.
Immerso in un’atmosfera buia e clasustrofobica, il film alterna momenti leggeri e levigati ad altri più sporchi, sanguinolenti e violenti. Queste continue oscillazioni nuocciono però al film che manca di quelle accelerazioni nervose e di quegli scatti improvvisi che dovrebbero illuminare un thriller. Come ogni noir (?) che si rispetti, la voce fuori campo di Bisio tappezza costantemente la pellicola.
Da Segno Cinema - Numero 141 - Settembre- Ottobre 2006