Francesca Viganò

"La cronaca di Piacenza" - 19- 04-2004

"Il cineforum del dottor Freud"

 

Presentato ieri pomeriggio presso la libreria Fahrenheit 451 il nuovo libro di Ignazio Senatore “Il cineforum del Dottor Freud”, un libro che raccoglie cento film poco noto e che come preannuncia la prefazione sono stati “seppelliti dalla polvere e caduti troppo precocemente nell’oblio. Pellicole che ti entrano dritto nel cuore e che ti lasciano senza respiro. Un volume variegato e sofisticato, che ama le deconnessioni (non a caso il titolo del volume rimanda a Freud e la foto in copertina ad Jung) e che non può mancare nello scaffale di un vero cinefilo.” Senatore che è psichiatra  e psicoterapeuta e che svolge la sua attività lavorativa presso il Dipartimento di Neuroscienze e Scienze della Comunicazione dell'Università di Medicina e Chirurgia  "Federico II" di Napoli si è gentilmente prestato ad una breve intervista.

D: Da dove nasce l’idea del libro?

R: L’idea era quella di “recuperare” cento film sconosciuti al grande pubblico e che parlassero di sentimenti o affetti, con l’inquietudine delle emozioni; tutte pellicole che possano essere apprezzate dai cinefili o da chi ama un certo tipo di trasposizione delle emozioni e vuole approfondirle.

D: In che modo è strutturato il volume?

R: E’ diviso per percorsi, tutti suggeriti, per visionare le pellicole in modo da seguire un filone comune o un tema ricorrente e per aiutare il lettore a percorrere quel sentiero dell’emozione, non a caso, infatti, sono stati scelti i titoli dei capitoli.

D: Secondo lei quale film, in assoluto, si adatta meglio a questo tipo di ricerca?

R: Non potrei mai darle un solo titolo, perché tutto il cinema entra in contatto con le emozioni e con la mente, ciascun regista si è occupato di uno spicchio di questo grande mondo, ognuno a suo modo, e sarebbe riduttivo nominare il singolo.

D: E’ stato complesso scegliere cento titoli?

R: Molto difficile, durante il lavoro mi sono venuti in mente migliaia di film che andrebbero consigliati, analizzati, rivisti; a questo proposito spero di poter preparare altri libri su questo tema. Per quanto riguarda questo il denominatore comune è stata la scarsa diffusione della pellicola, tranne per alcuni casi evidenti (Blade Runner per esempio n.d.r.) in cui mi è sembrato doveroso consegnare al lettore alcuni dettagli della pellicola poco noti al grande pubblico.

D: Secondo lei il pubblico medio è attento a questo tipo di filmografia e la recepisce?

R: Io credo che lo spettatore medio sia una persona intelligente, che siano invece certe fasce della “cultura” o dei media a voler a tutti i costi definire come “stupido” lo spettatore medio, non a caso film molto particolari, come “Pane e tulipani” per nulla di cassetta, hanno avuto un incredibile successo di pubblico.

 

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