Giulio Gargia
L'Articolo- Redazione di Napoli de "L'Unità"
Cento piccoli film, seppelliti dalla polvere e caduti troppo precocemente nell'oblio. Pellicole che entrano diritto nel cuore e lasciano senza respiro. Registi minori a cui nessuno dedica retrospettive ma che hanno fatto grande la storia del cinema. Cineasti ribelli, irregolari, clandestini che sapevano/sanno muovere la macchina da presa con tocco sapiente, ruvido, essenziale. Maestri del cinema che ci regalano alcune riflessioni e frasi “cult” da rimandare a memoria nella nostra mente. Infine, interviste a registi e personaggi del cinema: Agosti, Battiato, Brass, Faenza, Fox, Mezzogiorno, Orlando, Ozpetek. Un viaggio nel mondo del cinema, appassionante ed appassionato. Un volume variegato e sofisticato, che ama le deconnessioni (non a caso il titolo del volume rimanda a Freud e la foto in copertina ad Jung) e che non può mancare nello scaffale di un vero “cinéphile”. Un libro da leggere con gli occhi chiusi, ricco di suggestioni e di “atmosfere sognanti” e che non sarebbe dispiaciuto al dottor Freud. Il titolo sembra banale, ha scritto "Segno-Cinema" di giugno, a proposito de "Il cineforum del dottor Freud", in realtà metaforizza al meglio il contenuto del libro (la migliore tradizione del dibattito in sala coniugata con la conversazione sul lettino dell'analista). Scritto da uno psichiatra non nuovo a tali imprese (Curare con il cinema" - 2002) dotato di sagacia interpretativa unita a una conoscenza approfondita di opere ed autori.