
Salvatore Maira e le donne di San
Giuliano
Salvatore Maira è uno dei
trentacinque registi che fanno capo a "Cinema del presente", associazione senza
fini di lucro che raggruppa i più importanti registi italiani. A
testimoniare il suo impegno civile il documentario "Le donne di San Giuliano"
che sarà presentato lunedì sera alle ore 21.00 a Portici, nell'ambito
della Rassegna "Fresko film", ideata da Paola Acampa e Ciccio Capozzi ed in
collaborazione con Emily. "Sono capitato a San Giuliano per caso perché
avevo accompagnato Mario Berardi, il produttore dell'Associazione. Era trascorso
quasi un mese dalla tragedia. C'erano ancora le roulotte, le baracche e le
tende. Gli uffici della prefettura e del comune erano accampati nel Palazzetto
dello Sport, una struttura, tra l'altro, non ancora terminata. I genitori dei
bambini morti si erano ritagliati, con dei pannelli divisori d'emergenza, uno
spazio in un'ala dell'edificio ed accomunati dallo stesso dolore, facevano tutto
insieme. Mi colpì quella gente si nutriva del loro stesso dolore. L'unico
conforto per loro era il contatto con il mondo esterno, mediante i fax ed i
messaggi che ricevevano da tutta Italia. Il dolore reificato era l'unica
modalità che avevano per non entrare in contatto con la loro reale sofferenza e
per rimandare il più possibile l'elaborazione del lutto. E quando ad alcuni di
loro accennai questa mia ipotesi, nessuno mi diede ascolto. Non li ho sentiti
più e dopo mesi ho capito che era scoccata la crisi. Allora sono andato lì ed ho
girato il documentario. Come prevedevo quell'armonia si era rotta
irrimediabilmente ed era iniziata la stagione delle accuse e delle liti."
La prima parte del documentario ricostruisce la cronaca degli avvenimenti, lo
strazio dei familiari, le polemiche che seguirono. La seconda entra nelle storie
individuali delle persone. Il titolo è un esplicito riferimento alla parola data
alle donne, siano esse madri od insegnanti.
Il documentario sarà poi proiettato al Festival di Annecy e girerà
poi per l'Italia. Ma Salvatore Maira prevede già che il suo documentario sarà
boicottato. "Il documentario è
anche un atto d'accusa contro
la Moratti
ed il Governo di Berlusconi. Come è noto, il centro-destra ha tagliato i fondi
sulla sicurezza nelle scuole. C'è un cartello che mostra come il governo Prodi
abbia stanziato 16.000 miliardi per il terremoto in Umbria, dove furono colpite
9000 case. Per questo sisma, il governo Berlusconi ne a stanziati solo 300 per
8000 case danneggiate. Dovevamo fare una proiezione al Teatro Comunale di
Campobasso ma non se ne è fatto più niente. Non so bene cosa mi abbia spinto a
girare questo documentario. Certamente l'aver visto "Il dolce domani" di Egoyan
e l'aver incontrato di persona il regista, mi ha dato una forte spinta. Come è
noto il film narra di un pullman carico di bambini che precipita nel ghiaccio,
davanti agli occhi attoniti di un genitore che lo seguiva con la sua auto."
Su quella tragica vicenda è tuttora in corso un'inchiesta. C'è chi sostiene
che il crollo della scuola fosse da addebitare alla sopraelevazione, posta sul
vecchio edificio. Altri, ribattono che questa tesi è assolutamente infondata. In
quell'enorme tragedia ci fu chi fu colpito più duramente di altri. Ci fu chi
perse i due figli gemelli. Ad una madre, l'anno precedente era già morta una
figlia per una grave malattia. Ed in quella estrema sofferenza anche il destino
ci mise lo zampino. Si narra che quel giorno la moglie del sindaco doveva fare
una commissione in un altro paese e che la figlia le avesse chiesto di andare
con lei e di non andare a scuola. La madre non volle sentire ragioni e
sembrerebbe che per rinforzare il suo diniego, quella mattina avesse anche dato
anche uno "schiaffetto" alla figlia.
L’Articolo – Redazione
napoletana de L’Unità – 4-9-2004
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