L’idea del Male tra cinema e letteratura

 

Lucifero, il più glorioso degli angeli, scacciato per il suo orgoglio dal Paradiso, divenuto Satana (dal nome ebraico che significa "l'avversario", Belzebù, il Signore delle Mosche, la Bestia, il Male…) ha sempre affascinato la fantasia di scrittori, poeti, romanzieri. Se non proprio "adoratori" pare che fossero almeno "simpatizzanti" del Demonio Bram Stoker, l'autore di "Dracula il vampiro", William Croockes (l'inventore del tubo catodico), il filosofo Henry Bergson. Ancora più estrema la scelta del poeta W.B. Yeats che adottò per sé un nome magico e diabolico "Daemon est Inversus" (Il diavolo è il lato rovescio di Dio). Ciò detto sarebbe riduttivo ipotizzare che la rappresentazione del Male, nel cinema e nella letteratura si riduca alla figura del demonio.

Mostri, alieni, mutanti, scienziati pazzi che sognano di valicare i limiti umani, insetti giganti che minacciano di sterminare l’intera popolazione umana, castelli infestati dagli spiriti; c’è tutto questo (ed altro ancora) nella rappresentazione cinematografica e letteraria del Male termine che, come è noto, proviene dal latino “malus” ed indica “ciò che è cattivo, che nuoce, che crea infermità, danno, rovina, pena,tormento”.

Di questi temi così affascinanti se ne sono occupati su tutti due generi cinematografici, territori per eccellenza dell’inconscio e  teatro della paure ataviche e più profonde dell’uomo; l’horror e la fantascienza.

Se l’horror ha attinto a diversi autori letterari (Edgar Allan Poe, Oscar Wilde, Mary Shelley, Stephen King) e dato vita nei suoi film ha dato vita a creature mostruose a vampiri, a lupi mannari, a morti viventi, il genere fantascientifico, pescando nei classici della letteratura (Jules Verne, George Wells, Ste Richard Matheson, Philiph K.Dick, Ray Bradbury, Asimov) ha ambientato le proprie storie in mondi immaginarie sconosciuti che mettevano in scena le proiezioni del nostro mondo interno.

Da questi brevi accenni si intuisce che il numero di volumi e di film prodotti sull’argomento è sterminato. Dividerò in alcuni sottogruppi quelle pellicole che hanno trattato il tema così inquietante ed affascinante del Male

In un primo gruppo includerei tutte quelle pellicole che vede come protagonisti adolescenti (e non solo) impossessati dal demonio. Tralasciato il supercitato L’esorcista di William Friedkin, i suoi sequel e la sua parodia italiana “L’esorciccio”, vorrei accennare a due B- movie italiani prodotti negli anni Settanta, diretti entrambi da Alberto De Martino. (...)

Ne L’Anticristo Ippolita (Carla Gravina), giovane rampolla di una ricca e papalina famiglia romana, è paralizzata su una sedia a rotelle da quando aveva dodici anni. Suo padre, il principe Massimo Odorisi (Mel Ferrer), decide di contattare il dottor Sinibaldi (Umberto Orsini), brillante psicoanalista esperto di parapsicologia. Nel corso dell’ipnosi emerge che Ippolita è affetta da una paralisi isterica, in seguito allo shock subito per un incidente d’auto provocato dal padre. Grazie al trattamento ipnotico la paziente riacquista l’uso delle gambe, ma una nuova personalità si è fatta strada in lei: è quella di Ippolita, una sua antenata mandata al rogo dal tribunale della Santa Inquisizione ed accusata di stregoneria. Nella speranza di liberarla dalle forze del male, Irene (Alida Valli), la sua anziana governante, contatta inutilmente un vecchio esorcista (Mario Scaccia). Fallito l’intervento di Ascanio (Arthur Kennedy), uno zio cardinale, ai familiari non resta che sperare in un anziano frate tedesco. (...)

In Holocaust 2000  il ricco industriale Robert Caine (Kirk Douglas) vuole costruire una centrale termonucleare in un paese del Terzo Mondo. Migliaia di manifestanti scendono in piazza e sua moglie Eva (Virginia McKenna), la maggiore azionista, decide di bloccare il progetto. Nel corso di un ricevimento un folle si scaglia con un coltello contro Robert, ma Angel (Simon Ward) accorre in difesa del padre e nel corso della colluttazione Eva trafitta dalla lama, muore. L’invasato aggressore è ricoverato in manicomio criminale e il dottor Kerouac (Adolfo Celi) chiede a Robert di aiutarlo a comprendere chi si nasconda dietro all’individuo di cui non si conosce né l’identità, né la nazione di provenienza. Il detenuto non appena lo vede gli urla in faccia con tutte le energie che ha in corpo: “Ecco l’origine del male!”. Un attimo dopo, tagliandosi le vene esclamerà: “Da te nascerà il Male!”. Robert s’innamora di Sara Golan (Agostina Belli) e quando la donna gli comunica che aspetta un figlio, turbato da quella inquietante profezia, cerca di farla abortire. La donna fugge e Robert, giudicato folle, è rinchiuso in manicomio. Ma lui ha compreso che suo figlio Angel, un ragazzo privo di qualsiasi attività elettrica cerebrale e della seppur minima frequenza cardiaca, è l’Anticristo. Robert riuscirà a scappare e raggiunta Sara e il neonato si rifugerà in un luogo isolato per poter sferrare l’attacco decisivo contro Angel. (...)

Abbandonati il lidi nostrani va segnalato il cupo e disperato Possession di Andzrej Zulawski che mostra Anna (Isabelle Adjani) una donna inquieta e ribelle. Sposata con Marc (Sam Neill) e madre del piccolo Bob, ha da tre anni una tempestosa relazione con Heinrich (Heinz Bennent), un uomo più vecchio di lei che vive in una casa disadorna con la madre anziana. Anna, sempre più inquieta e angosciata, non è mai a casa con il figlio Bob e passa il tempo in un appartamento spoglio e disabitato dove si accoppia con un essere mostruoso e demoniaco, con il viso a forma di parallelepipedo e rigato di sangue. Completamente divorata dalla follia, Anna in un finale inondato di sangue, morirà insieme a Marc. (...)

Valicando l’oceano la pellicola più famosa sul tema della presenza demoniaca è senza dubbio Rosemary’s baby  Nastro rosso a New York  di Roman Polanski Guy Wodehouse (John Cassavetes) giovane attore teatrale e sua moglie Rosemary (Mia Farrow) si trasferiscono in un nuovo appartamento. I suoi vicini Roman Castvet (Sidney Blacmer) e sua moglie Minnie (Ruth Gordon ) si mostrano immediatamente molto cordiali, premurosi ed invadenti nei  loro confronti, la punto che Guy finisce per frequentare sempre più assiduamente il loro appartamento. Subito dopo gli viene affidato un ruolo importante in una compagnia teatrale perché l’attore a cui era stata affidata la parte, era diventato, misteriosamente, cieco. Rosemary aspetta un bambino e Minnie le prepara tisane e decotti  a base di erbe e le consiglia di rivolgersi al dottor Sapirstein (Ralph Bellamy). Rosemary dimagrisce, giorno dopo giorno, ha delle occhiaie spaventose, è sommersa da incubi ed è in preda a dei dolori lancinanti all’addome; nessuno però sembra darci molto peso. Rosemary scopre che il suo appartamento era denominato “la casa del diavolo” e che Roman era il figlio di Steven, un esperto di arti magiche. Dopo il parto a Rosemary raccontano che il bambino è nato morto ma lei va nella casa dei Castvet e scopre che è vivo e che il marito in cambio del successo l’ha donato ad una setta di adoratori di Satana. (...)

Da questi brevi accenni ne discende che se tanti registi e sceneggiatori hanno dato vita a questo numero smodato di pellicole è perché il Male è un fantastico attrattore di storie ed è una formidabile macchina narrativa che affascina, strega e calamita l’attenzione degli spettatori.

Tutti i film citati ci ricordano che è inutile scappare dalle nostre più ataviche ossessioni; il Male e le tenebre non sono forse presenti in ognuno di noi?

 

Stralcio della relazione al Convegno "Menti in ostaggio" - Prato - 2007

 

 Torna al menù precedente