
Intervista a Ferzan
Ozpetek
Senatore: Vedendo il tuo film "La
finestra di fronte" il mio primo rimando è stato al film "Teorema" di Pasolini.
In quel film, un elemento esterno (Terence Stamp) s’introduceva in una famiglia
e ne scompaginava la trama. Come ricorderai Massimo Girotti era uno dei
protagonisti della pellicola. Nel tuo film i ruoli sono ribaltati e sarà proprio
Massimo Girotti, con la sua apparizione a "sconvolgere" la famiglia del tuo
film. La scelta di Massimo Girotti nel tuo film è casuale o ha qualche
aggancio con il film di Pasolini?
Ozpetek: Mi piace moltissima questa tua
domanda e ti ringrazio di cuore. Naturalmente ho visto "Teorema" ma non avevo
mai pensato ad un parallelo. A volte le cose che ami entrano a far parte di te,
del tuo inconscio. Adesso che mi fai pensare, nel mio inconscio, era forse
radicata questa associazione che avevo cancellato.
Senatore: Nel film la trama si snoda
lungo i sentieri del voyeurismo...Hai deciso di mostrare un voyeurismo dolce,
"sano" e non perverso.
Ozpetek: Desideravo, infatti, mostrare
"semplicemente" quello che può accedere ad una persona che si affaccia e vede
quello che succede nella casa di fronte...Più che mostrare il voyeurismo volevo
mostrare una relazione d'amore.
Senatore: In questi ultimi anni, nel
cinema italiano c'è una certa tendenza a mostrare la famiglia nel cinema. "La
stanza del figlio", "Ricordati di me", il tuo film...
Ozpetek: Il mio non è un film sulla
famiglia ma vuole rappresentare l'Italia, la società in cui viviamo, quel tipo
di persone che incontri sul tram, al supermercato, nella metropolitana...Mi
piace molto vedere le persone. Sento addosso la crisi economica...In questo
momento la gente è disperata. Volevo raccontare una vicenda di vita quotidiana;
gente che perde il lavoro, che deve arrangiarsi, che è costretta a fare un
lavoro che non gli piace. Non a caso nel film l'amica di Giovanna le dice: "Ti
devo 13 euro." Inizialmente dovevano essere 7 poi gli amici della troupe mi
hanno detto che era una cifra troppo bassa...
Senatore: Nel tuo film fai, a mio
avviso, una coraggiosissima scelta di campo. La narrazione è molto atipica
perché nel corso del film ci si aspetta un imprevisto, un "punto di svolta" che
cambi la direzione della trama. In questo film sembra , invece" che di proposito
tu non "voglia" far accadere nulla...Ad esempio Giovanna non abbandona la
famiglia e fugge con Lorenzo...
Ozpetek: Per certi aspetti è
così...Quello che accade è che Giovanna, dopo l'incontro con Massimo Girotti è
diventata un'altra persona. Non a caso avrà la forza di cambiare mestiere...
Senatore: Nel film, come ne "Le fate
ignoranti" viene accennato al tema dell'omosessualità...
Ozpetek: Ne "Le fate ignoranti" c'era
uno sguardo diverso...Il tema omosessualità rappresenta, infatti, la
"diversità", in senso generale. Non a caso nel film compaiono anche
extracomunitari. La multirazzialità è un tema che mi affascina e che mi
appartiene.
Senatore: Mi ha colpito molto il modo
con cui hai delineato la figura di Massimo Girotti. Inoltre, credo che sei
riuscito in maniera stupenda a suggerire a noi clinici che, forse, dietro ogni
gesto apparentemente incomprensibile di un "demente" c'è sempre dietro una
storia, un nesso che il soggetto sta seguendo.
Ozpetek: Per la figura di Girotti ho
preso il suo delirio da mio padre che è in quello stato ed ha 81 anni. Ho
chiesto ad alcuni medici, ho verificato che può succedere,nella confusione
mentale un fatto vissuto tanti anni prima torni e poi sparisca di nuovo...
Senatore: Dopo il successo de "Le fati
ignoranti" cosa ti aspetti da questo film?
Ozpetek: Ti dirò che mi sono rifiutato
di andare in televisione perché credo che chi andrà a vedere il mio film non è
il pubblico televisivo...Per "il mio primo film "Il bagno turco", per questioni
economiche non attaccammo nessun manifesto e funzionò il passaparola del
pubblico. Del resto, ho imparato che il mondo del cinema ti porta prima alle
stelle e poi nel fango...In questo film mi sono dato la regola di "staccarmi" da
"Le fate ignoranti", un film che per me è stato una sorta di miracolo...Era
doveroso per me fare un film diverso perché non credo nei sequel. Gli americani
lo fanno...
Senatore: Il tuo film è anche una sorta
di trionfo del gusto...Sei goloso?
Ozpetek: Sono goloso ma quello che mi
piace di più è di cucinare ed invitare a casa degli amici...E' un'emozione pari
a quella di far vedere il tuo film...Sono bravo a cucinare ma non i dolci. Nella
cucina il sale e il peperoncino lo puoi mettere ad occhio per i dolci, invece,
devi stare attento...I dolci per me rappresentano la civiltà. Quando sono stato
in Sicilia o da voi a Napoli, il vedere una pasticceria con tanti dolci è un
senso di civiltà, per la fantasia, i colori...
Senatore: Il film è dedicato a Massimo
Girotti. Girotti ha visto montato il tuo film?
Napoli
01.3.2003
L'intervista completa é pubblicata su "Il cineforum del dottor Freud" di Ignazio
Senatore - Centro Scientifico Editore.