
Paradiso + Inferno (Candy)
di Neil Armfield – Australia – 2005
Candy White (Abby Cornish) biondina
dalla faccia d’angelo ed aspirante pittrice ama Danny (Heath Ledger) uno
scoppiato tossicomane. Lei si limita a sniffare ma per provare le sue stesse
emozioni decide di bucarsi. L’inferno è dietro l’angolo e per procurarsi la
droga Candy inizia a prostituirsi. Ma i soldi non bastano mai; fortuna che nei
casi estremi c’è Casper (Geoffrey Rush) amico gay che da loro una mano. Candy e
Danny si sposano e vanno a vivere in un disadorno scantinato e finiscono per
litigare notte e giorno. Candy è incinta, perde il bambino e si ricovera in una
clinica per malattie mentali. La loro relazione è agli sgoccioli e, dopo
l’ennesimo litigio, si dividono. E quando lei ritorna all’orizzonte Danny decide
di dare un taglio netto alla loro storia.
Senza fare sconti allo spettatore il
regista ci mostra il cammino di distruzione e di perdizione dei due giovani
protagonisti. Ma per impaginare un capolavoro non basta mostrare le crisi
d’astinenza, le pere sparate in vene in squallidi bagni e le loro disperate
ricerche per procurarsi la droga. Gli snodi
narrativi non sono oleati alla perfezione ed Armfield inonda la pellicola con la
voce fuori campo di Danny che, negando la realtà, commenta, in maniera romantica
e melensa, la sua love story con la moglie. Il film, diviso
i tre capitoli (paradiso, terra, inferno) per simbolizzare i diversi passaggi
dei due protagonisti, si apre con una scena mozzafiato. Candy vuole a tutti i
costi bucarsi, Danny l’accontenta e lei va in overdose ma, non appena riapre gli
occhi, si rivolge a Danny e gli dice: “E’
stato bellissimo, voglio rifarlo”.
E quando Danny chiede a Candy cosa farebbe se quella fosse la sua ultima
pera, senza battere ciglio, gli risponde: “Me
ne sbatterei.” Per alleggerire il clima il regista regala agli spettatori
qualche battuta ironica di Danny “Sapevamo
cosa fare ma ci vuole un sacco di organizzazione per smettere” e di Camper:
“Quando puoi smettere non lo vuoi, quando
lo vuoi non lo puoi più. E’ uno dei piccoli misteri della vita.”
Non mancano le amare riflessioni sul tragico destino di chi passa la vita
a bucarsi: “Dicono che per dieci anni che
sei stato un tossico, almeno sette li avrai passati ad aspettare. Da una parte
era piacevole, voglio dire avere tutto questo tempo per pensare; dall’altra
l’ansia era un’attività a tempo pieno.”
Sullo sfondo il pessimo rapporto tra la giovane protagonista e sua madre,
il solito padre assente e qualche sporcaccione che, per pochi spiccioli, ruba a
Candy l’anima, l’innocenza ed il rispetto per se stessa.
Da Segno Cinema –
Numero 147- Settembre- Ottobre - 2007
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