Peppe Iannicelli

Salerno 24.3.2004

"Intanto il libro mi è piaciuto come concetto perché è costruito in maniera tale da farsi leggere non solo da un pubblico di addetti ai lavori ma da una platea un po' generalizzata, interessata da un lato alla passione propria del cinema, alla grande macchina delle emozioni, e dall'altro a quelli che sono i problemi e le dinamiche relative alle relazioni  intra ed interpersonali. Credo che introducendo il primo blocco di schede sintetizzi bene quando dici nell'introduzione al capitolo "Il cinema e lo sguardo": "Il cinema è fatto di sguardi e di corpi"...come è molto bella quella frase di Renè Clair (che citi nella sessione "Parola di registi") "Un arte che riesce a trascinare il pensiero tanto lontano dalle sue regioni abituali, non è un arte da nulla." E poi mi piace molto la miscellanea di frasi, un percorso che è altamente interattivo, fatto in maniera tale da suscitare un grosso feed-back con il lettore-spettatore. Per altro quello che vedo è che non manca, inoltre, credo all'appello nessuna delle pellicole più significative sui temi che hai scelto, anche se il percorso mi pare molto costruito dai gusti dell'autore ed il tuo percorso più che all'approccio scientifico, al catalogo e alla sistematica generale guarda all'approccio emotivo e relazionale con la pellicola stessa. 

 

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