Peter Del Monte
Dopo aver conseguito la laurea in lettere e frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia sotto la direzione di Roberto Rossellini, esordisce dietro la macchina da presa nel 1975 con Irene, Irene, a cui seguono L'altra donna (1980) che ottiene una citazione Speciale della Giuria della Mostra del Cinema di Venezia ed Invito al viaggio (1982) tratto dal romanzo "Moi Ma Soeur" di Jean Bany che ottiene la Palma d'Oro al Festival di Cannes per il miglior contributo artistico.
Regista moderno ed aperto alle sperimentazioni nel 1987 dirige Giulia e Giulia prima pellicola girata in elettronica ad alta definizione, sospesa tra incubi e realtà. Nel 1990 con Tracce di vita amorosa prova a scomporre la tradizionale narrazione cinematografica con una serie di piccole storie, impaginate come dei racconti brevi che non formano dei veri e propri episodi ma sono tenuti insieme dall’amore che funge da elemento unificante.
Regista distante mille miglia dalle mode e dai richiami del botteghino ha sempre proposto una narrazione pacata e controllata, puntando più sui dialoghi e lo scavo psicologico dei personaggi che sulla ricerca estetizzante delle immagini. Cantore di una sofferenza mai urlata ma sommessa, con Piso pisello (1981) e Piccoli fuochi (1985) premiato con il Nastro d'argento per il miglior soggetto, Del Monte ha narrato, con uno sguardo tenero e delicato, il magico e complesso mondo dei bambini. Autore anche di pellicole dotate di scarso appeal come Etoile (1989) e La ballata dei lavavetri (1998) che hanno registrato un netto flop al botteghino, raccoglie nuovamente unanimi consensi del pubblico e della critica con Compagna di viaggio (1996) pellicola che ottiene un Globo d'oro come miglior film dell'anno. La vicenda, venata da struggente melanconia, narra le vicende di un ex professore di filologia colpito dal morbo di Alzheimer e della sua giovane compagna di viaggio, una ragazza concreta e dotata di grande senso pratico che, segue diligentemente, da lontano, i suoi spostamenti; dopo aver mantenuto emotivamente le distanze da quell’uomo, ormai indementito, nel corso del film, si sente sempre più attratta dal suo fascino ed umanità.
Autore sempre attento alle minime sfumature dell’animo umano ha diretto Controvento (2000) pellicola dolente e sussurrata che racconta le vicende di Clara, una psichiatra, smarrita e priva di riferimenti affettivi che lavora in un Centro di Igiene Mentale di Torino ed allaccia una stanca e sfuocata relazione con Leonardo, un infermiere che aveva già intessuto in precedenza una relazione con sua sorella Nina, una ragazza sbandata che, sul finale, finirà per suicidarsi. Del Monte non vuole narrare le vicende di una psichiatra eroica e vincente ma dar voce agli affanni di chi, dovrebbe prendersi cura degli altri ma non è riuscita a mettere ordine nella propria vita affettiva. La sua ultima pellicola è l’intenso, poetico e pulsante Nelle tue mani (2008) incentrata su Mavi, una creatura fragile ed insicura, alla disperata ricerca di qualcuno che si prenda cura di lei ed incapace di tollerare gli abbandoni. Asimmetrica, imperfetta ed incapace di mettere dei legacci alla propria impulsiva istintività, Mavi finisce per pagare le proprie contraddizioni in prima persona e sulla propria pelle. Candidato al Nastro d’Argento per la migliore sceneggiatura il film ha dovuto cedere il passo a La ragazza del lago di Molaioli.